«Sensi unici»: a Roma una mostra e molti eventi sui libri tattili e d'artista

Venerdì 11 Novembre 2016 di Donatella Trotta
Libro tattile di Marcella Basso
Sono artisti, illustratori, architetti, designer, creativi in senso lato, editors. Ma anche psicopedagogisti, educatori e tiflologi (ossia operatori specializzati nel campo dell’educazione inclusiva e dell’integrazione sociale di persone non vedenti e/o ipovedenti). Tutti, a vario titolo e con differenti competenze (e sensibilità), accomunati dall’approccio alla creazione di libri come opere d’arte. Come strumenti di immaginazione e conoscenza. E come fonti insostituibili di crescita, aggregazione, piacere condiviso. Sono gli autori di libri tattili: concepiti, progettati e realizzati per (ri)educare e risvegliare tutti i sensi. E non necessariamente della comunità di persone ipovedenti o non vedenti. Un variegato mondo a parte, che può aiutare chiunque a imparare a guardare la realtà non soltanto con gli occhi ma - innanzitutto - con la (ri)scoperta del tatto. Con implicazioni di inaspettata e straordinaria, quanto ancora misconosciuta, ricchezza.

È un universo multisensoriale e complesso quello delle opere e dei libri tattili che da sabato 12 novembre, fino al 26 febbraio 2017, saranno esposti a Roma (nel Palazzo delle Esposizioni, Spazio Fontana, in via Milano 13, orari: martedì-domenica ore 10-20, venerdì e sabato ore 10-22.30) in una mostra dal titolo «Sensi unici». L’esposizione, curata dal Laboratorio d’arte del Palaexpo e delle Scuderie del Quirinale, in collaborazione con la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus, fa parte del progetto speciale «Punti di vista». Si tratta infatti di una iniziativa «sull’accessibilità all’arte e alla lettura che, attraverso acquisizioni bibliografiche, percorsi sensoriali, corsi di formazione, eventi speciali, tavole rotonde e laboratori per bambini, scuole e famiglie vuole costruire una cultura partecipata a condivisa, costituita da progetti non esclusivi bensì inclusivi, perché sinonimo di diversità è ricchezza», spiega Antonella Veracchi, che è una delle autrici in mostra con Michela Tonelli (loro è il prototipo di libro tattile «Ombra», che ha vinto un premio al Concorso Nazionale di editoria tattile «Tocca a te!»).

La selezione di opere presenta ai visitatori libri unici, fatti a mano; accanto alle sperimentazioni di autori giovani, anche esemplari di artisti celeberrimi tanto, da essere ormai considerati dei classici: come Maria Lai, di cui è esposto un piccolo libro cucito, o come il raffinato giapponese Katsumi Komagata, o il creativo Bruno Munari con i suoi storici «pre-libri». «Un percorso concepito per offrire strumenti originali di mediazione e inclusione e annullare ogni barriera fisica, linguistica e culturale», spiegano i promotori della mostra: «Perché si tratta comunque di libri e opere per tutti, adatti a facilitare l’incontro tra persone di origini e con abilità diverse». Grazie al contributo della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Onlus, che da anni raccoglie e pubblica il meglio dell’editoria tattile illustrata, accanto a una scelta ristretta di libri e opere tattili nazionali e internazionali è previsto anche uno speciale allestimento di tavole materiche e operative, che mira a coinvolgere attivamente tutti i tipi di pubblico nella lettura aptica (ovvero di contatto tattile) dell’opera, proponendo esperienze sensoriali e momenti di interazione. 

Il percorso si snoda così attraverso quattro angoli tematici che rappresentano le materie prime del libro: la carta, la stoffa e il filo. Si parte dai maestri. Quelli che per primi hanno, con grande raffinatezza, coniugato oggetto-libro, tatto e arte: dai pre-libri di Bruno Munari, agli eleganti libri di Katsumi Komagata; dalla ricerca su astrazione e composizione di Sophie Curtil ai preziosi libri cuciti di Maria Lai. Ai protagonisti storici che hanno tracciato la strada seguono, poi, autori affermati, come Mauro Bellei e Mauro L. Evangelista. Accanto a giovani artisti, alcuni vincitori del concorso Internazionale «Typhlo & Tactus» e del concorso nazionale di editoria tattile «Tocca a te!», che la Federazione organizza ogni due anni con le principali istituzioni per ciechi: la talentuosa Marcella Basso, il geniale Giuseppe Caputo, e ancora Milos Cvach, Daniela Piga e le già citate Tonelli e Veracchi.

Inoltre, le opere realizzate per l’evento andranno poi a far parte della mostra itinerante «A spasso con le dita» che dal 2010 attraversa l’Italia per promuovere il libro tattile su tutto il territorio nazionale: nata dalla collaborazione fra la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus e Enel Cuore (la Onlus di Enel dedicata al sociale) «A spasso con le dita» ha permesso tra l’altro, tra il 2010 e il 2012, la creazione e la distribuzione gratuita di 5mila libri tattili a biblioteche pubbliche, ospedali pediatrici e istituzioni culturali. Un’operazione editoriale complessa, unica al mondo, che ha prospettato un nuovo modo di pensare le pubblicazioni per l’infanzia, e non solo: libri più ricchi di contenuti stilistici ed etici, più accessibili, più utili didatticamente, e dalle grandi potenzialità comunicative, educative, sociali e artistiche.

«L’universo dei libri tattili è un mondo affascinante, ma complesso e ancora da scoprire, spesso anche per gli addetti ai lavori. Soprattutto quando si tratta di libri d’artista, è molto raro che essi siano conosciuti e proposti nelle scuole» commenta Laura Anfuso, appassionata studiosa di letteratura per l’infanzia, esperta di editoria per ragazzi e libri tattili (di cui è raffinta collezionista) oltre che specialista nella progettazione e realizzazione di interventi di sviluppo e valorizzazione dell’educazione sensoriale. Membro della Giuria Senior in tutte e tre le edizioni del concorso Italiano di editoria tattile illustrata «Tocca a te», non a caso, i suoi articoli figurano nelle riviste più importanti dedicate ai libri per bambini e ragazzi; e la sua esperienza, dalla Francia all’Italia, si è collaudata attraverso percorsi di formazione-sostegno alla genitorialità e alla relazione tra genitori e figli, oltre che attraverso la conduzione di percorsi al buio, corsi di formazione, seminari e laboratori di diversa tipologia in tutta Italia. 

«I libri tattili», aggiunge la studiosa, «non sono infatti “soltanto” per disabili visivi, ma, se concepiti con un’adeguata valorizzazione dell’esperienza sintestetica, possono essere utilizzati anche con altre disabilità come i ritardi cognitivi o la sindrome di Down, per non parlare delle potenzialità che sprigionano nei giovani lettori normodotati ma magari privati, da una sterile prassi didattica impositivo-istruttiva, limitata alla vista e all’udito, dell’educazione tattile: fondamentale per tutti, e per lo sviluppo della conoscenza del mondo sin da quando si è piccoli», aggiunge. Anche per questo, convinta che «una corretta educazione tattile deve ancora iniziare, nel nostro Paese», Anfuso (che è pure autrice di piccoli e preziosi libri d’artista) continua a girare l’Italia divulgando questi temi: giovedì 17 novembre sarà con Marcella Basso a Bassano del Grappa (Palazzo Roberti,ore 17.30) per un incontro su «Le possibilità del tatto. La parola... alle mani»; sabato 19 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti del Bambino, sarà invece relatrice nel convegno sulla disabilità, presso l’Istituto Statale dei Sordi di Roma, con un intervento dal titolo «Per una pedagogia del tatto. Il buio, una buona pratica ancora trascurata»; e il 21 e 22 gennaio 2017 sarà a Bergamo, per un seminario-laboratorio sensoriale e d’immaginazione presso l’Atelier di arte mobile Moblarte, dal titolo «Il segno INprime dentro e fuori. Per una lettura consapevole del tatto»: che “sposti” lo sguardo “abbracciando” la dimensione del buio, capace di attivare le percezioni plurisensoriali. E l’immaginazione, che arricchisce la vita.
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