Sguardi di donna sulla scena teatrale, due giorni di confronto a Napoli

Fabrizia Ramondino
di Donatella Trotta

Sipario aperto sulle drammaturghe. A partire dalla scrittura delle origini: che almeno dal  Cinquecento fino ai nostri giorni, in Italia come all’estero, offre un (poco noto) sguardo femminile sul teatro che vale la pena di (ri)conoscere, per la variegata ricchezza dei suoi contributi. Basti solo pensare che già nel 1940, nella sua Storia del teatro italiano, Mario Apollonio dedicava attenzione alle donne di teatro partendo dall’originalità lirica (posta accanto a Dante) della badessa Roswita di Gandersheim, che nei suoi drammi in latino emulava Terenzio. Per non parlare poi di autrici quali Isabella Andreini, che con la sua «Pazzia» (1589) e con le Donne della Compagnia dei Gelosi ebbe non scarso ruolo nel costituirsi della seicentesca commedia dell’arte, intrecciando tradizione comica popolaresca e gusto letterario dell’accademia.

Ed è non a caso dedicato proprio alle «Scrittrici di teatro» un convegno - promosso dall’Università di Napoli Federico II e dall’Università degli Studi di Firenze – in programma il 13 e 14 maggio a Napoli (a partire dalle ore 10, presso la Sala dei Convegni del Palazzo degli Uffici in via Giulio Cesare Cortese 29, il primo giorno; e presso l’aula Pessina dell’Edificio centrale dell’Ateneo in Corso Umberto, il secondo giorno), con un articolato focus (diacronico e sincronico) sul fecondo nesso donne-teatro: non sempre adeguatamente approfondito nella sua ricchezza. A parte le debite eccezioni, come quella di Laura Fortini che nel suo saggio «Scrittrici e drammaturghe: per un teatro delle origini» (pubblicato negli Atti del XVI Congresso nazionale dei letterati italiani del settembre 2012 in Sardegna, In «La letteratura degli italiani,4. I letterati e la scena», a cura di Baldassarri, Di Iasio, Pecci, ietrobon e Tomasi, Roma, Adi editore, 2014) indaga proprio su questi temi.

La due giorni napoletana, con le sue cinque sessioni di lavoro, fa un ulteriore e attualizzante passo avanti, ponendo in dialogo docenti universitari e giovani studiosi con protagonisti del panorama teatrale e cinematografico contemporaneo (Cristina Comencini, interpellata su «Cinema letteratura, teatro: drammaturgia a confronto», lunedì alle 12; e Maurizio De Giovanni, «Dal Romanzo al palcoscenico», martedì alle 10), accanto all’approfondimento storico-critico di autrici che con le loro opere teatrali hanno attraversato i secoli tracciando sentieri paradigmatici, ma spesso poco noti al pubblico, nell’orizzonte artistico e culturale nazionale ed europeo. Tra queste, Isabella Andreini, Diodata Saluzzo, Elisabetta Caminer, Anna Maria Ortese, Franca Valeri, Fabrizia Ramondino ed Emma Dante, al centro degli interventi di Matteo Palumbo («Il teatro di Emma Dante: “Bestie di scena”»), Beatrice Alfonzetti («Autobiografie teatrali al femminile. Franca Valeri, Franca Rame»), Pasquale Sabbatino («“Il vento passa”. Il ‘dramma-poema’ di Anna Maria Ortese»), Daniela De Liso («Isabella e la sua “Pazzia”. La Andreini tra i Gelosi»), Piermario Vescovo («Donne sulla scena veneziana di metà Settecento. Composizione, concertazione, scrittura»), Fabrizio Coscia («Terremoto con madre e figlia: la “scrittura anti-teatrale” di Fabrizia Ramondino), Roberta Turchi («Le raccolte per la scena di Elisabetta Caminer») e Clara Allasia («A proposito di Franca Rame»).

Martedì si prosegue con i contributi di Giulia Tellini («Anna Bonacci e il “Giudizio Universale”»), Maria Muscariello («La Grande Guerra in scena: “l’invasore” di Annie Vivanti»), Assunta De Crescenzo (L’ossimorica realtà dell’agone: La serata a Colono di Elsa Morante), Edoardo Sant’Elia («Schiaffi, menzogne, lacrime: l’educazione sentimentale secondo Titina De Filippo»), Giuseppina Scognamiglio («”Sarà stato Giovannino”, da una richiesta sagace di Eduardo De Filippo a Paola Riccora: “voglio ‘na commedia, donna Paola”») e Lorenza Cuomo («”Ti ho sposato per allegria” dalla pièce al grande schermo»), che metteranno a fuoco le figure di Anna Bonacci, Annie Vivanti, Elsa Morante, Titina De Filippo, Paola Riccora e Natalia Ginzburg. I lavori, aperti dai saluti dei vertici della Federico II (Gaetano Manfredi, Arturo De Vivo, Edoardo Massimilla e da Anna Nazzoli, Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze), saranno presieduti nelle varie sessioni anche da Franco Contorbia, Andrea Mazzucchi e Simone Magherini, per concludersi con un dibattito con gli studenti dell’Ateneo e con gli specializzandi del Master di II livello in Drammaturgia e cinematografia.

«Un’occasione – spiegano gli organizzatori - per ripensare la nostra tradizione drammaturgica e riflettere, nello specifico, sul contributo fondamentale che a essa hanno dato le scrittrici di teatro».
Domenica 12 Maggio 2019, 10:22
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