Skàrmeta a Scampia: Marotta & Cafiero ripubblica il suo primo libro, «Sognai la neve bruciare»

Martedì 16 Marzo 2021 di Donatella Trotta
Skàrmeta a Scampia: Marotta & Cafiero ripubblica il suo primo libro, «Sognai la neve bruciare»

Nuovo colpaccio messo a segno dagli “spacciatori di libri” di Scampia, raccolti intorno al loro leader carismatico Rosario Esposito La Rossa: che con la casa editrice Marotta & Cafiero e l’unica libreria-agorà del quartiere, La Scugnizzeria, punta ad abbattere i muri dell’ignoranza costruendo con paziente tenacia ponti di cultura sorretti da una visione non asfitticamente localistica, ma glocal. E così, il catalogo delle edizioni made in Scampia si arricchisce ora con una pubblicazione che ritorna dopo oltre quarant’anni sugli scaffali, dove era ormai introvabile: si tratta del primo libro scritto dall’81enne scrittore, traduttore, sceneggiatore, saggista, drammaturgo e diplomatico cileno Antonio Skàrmeta, Sognai la neve bruciare (pp. 288, € 16: prima edizione 1975, pubblicato l’anno dopo da Feltrinelli e ormai fuori catalogo). Il libro, annunciato con legittimo entusiasmo dagli Scugnizzi-pusher di storie, è il quarto titolo della collana I Cervi Volanti, avviata nel fatidico 2020 — anno della funesta pandemia — con un programma editoriale di autori eccellenti che vanno da Ernesto Che Guevara al libanese e candidato al Nobel per la pace Hafez Haidar, dal premio Cervantes Juan Goytisolo a Pino Aprile e Raffaele La Capria fino a comprendere altri “big” come Osvaldo Soriano, Stephen King, Daniel Pennac, il Nobel Günther Grass.

«Si tratta di un testo potente – gongolano in Marotta & Cafiero – una ballata di muchachos che teletrasporta negli ultimi giorni di Salvador Allende, un secondo prima della caduta e del golpe di Pinochet: periodo buio che l’autore, costretto alla fuga dal Cile, ha vissuto sulla propria pelle. Nella storia narrata un giovane arrogante arriva nelle strade di Santiago per diventare un calciatore, mentre la sua nazione passa dall’entusiasmo socialista di Allende al golpe di Pinochet, capace di trasformare uno stadio di calcio in un centro di tortura. In queste pagine – concludono – c’è il fuoco e il sangue, e l’autore ce li restituisce con una forza devastante. Leggerlo significa respirare a pieni polmoni lo zolfo satanico di Pinochet e la cenere del sogno carbonizzato di Allende». Non solo. Per rendere più accattivante ancora ai lettori il testo, il volume viene presentato con una veste grafica innovativa: «Impaginato come un album delle figurine dei calciatori – spiegano ancora gli editori – snoda i capitoli come giornate di un campionato. L’abbiamo immaginato come un album della memoria che non potrà mai essere completato, perché mancano i volti di decine di desaparecidos fatti sparire nel nulla da Pinochet».

Espediente ludico per una tragedia immane: in allegato, anche 15 figurine adesive che fungono da segnalibri e 15 foto storiche che trasformano il libro in un viaggio nel tempo, corroborato anche da 28 foto provenienti da tutto il mondo e undici canzoni dei Finti Illimani, storico gruppo napoletano che nel sound cileno degli originali Inti Illimani orchestra una sorta di colonna sonora del libro che può essere ascoltata anche attraverso gli spotify code. Innovazioni per dare voce, luce e memoria al passato. Per non dimenticare: mantenendo, con coerenza, una linea di impegno civile che connota anche tutti i libri “firmati” da Rosario Esposito La Rossa: in veste d’autore (basti pensare solo al potente Assenti. Senza giustificazione, Einaudi Ragazzi, dedicato alle vittime innocenti della criminalità, dove un prof di primo pelo si trova a fronteggiare un’aula dai banchi vuoti, e non certo per la pandemia che ancora non c’era, o per la piaga della dispersione scolastica che affligge tanti territori: semplicemente, perché il registro di classe porta nomi di bambine, bambini e ragazzi morti, per mano di belve al soldo della malavita) ma anche di editore. Che ha saputo, non a caso, aggiudicarsi (quasi una fiaba metropolitana contemporanea) il saggio di Stephen King  Guns – Contro le armi, pamphlet scritto dall’autore americano dopo la strage avvenuta venti bambini e sette adulti. Gesti non soltanto culturali ma politici. E poetici: se è vero che ogni poeta è “un sognatore che ce l0ha fatta”. Perché non si è mai arreso.

 

 

 

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