Svolta nel mondo dei fumetti, da giugno Igort dirigerà la storica rivista «Linus»

di Donatella Trotta

Svolta nel mondo dei fumetti. La storica rivista «Linus», fondata e diretta nel 1965 a Milano dall’editore, scrittore e disegnatore Giovanni Gandini (1929-2006), da giugno avrà una nuova guida: Igor Tuveri, in arte Igort. Lo ha deciso Elisabetta Sgarbi, editrice de La Nave di Teseo che, oltre a controllare Baldini & Castoldi, è anche sodale di Igort nell’avventura editoriale di Oblomov, nata dopo l’uscita dell’eclettico disegnatore, editore, scrittore e artista cagliaritano dalla “sua” Coconino Press. E Igort, classe 1958 all’anagrafe, ma di fatto eterno adolescente nelle energie progettuali, nei sogni e nella tendenza ad andare sempre “oltre”, ha accettato. Raccogliendo - non senza patemi d’animo - il testimone di una direzione e di un rilancio impegnativi: dai primi anni Settanta a lungo in mano a Odibì (Oreste Del Buono) e - dal 1981 al 1995 - a Fulvia Serra, prima di passare, alla morte di Del Buono, a Stefania Rumor fino al 2015 e poi a Giovanni Robertini e Pietro Galeotti.

Una bella sfida. Annunciata, in un post su Facebook delle 7.20 di ieri, da Igort stesso con il suo consueto stile confidenziale: «Ecco. Ho accettato di dirigere Linus. I lavori sono in corso; a giugno firmerò il primo numero e comincerà la piccola rivoluzione, tesa a ridefinire le linee guida, e riportare, se possibile, Linus agli antichi fasti, presentando lavori di epoche diverse, dai classici della Storia del fumetto fino alle ultimissime tendenze del racconto autobiografico».

Ma come è nata, di fatto, questa nuova avventura? Igort la racconta in una lunga intervista pubblicata oggi su «L’Unione Sarda». Ma l’aveva già anticipato agli amici di Fb: «Grazie a una circostanza fortuita (una breve vacanza insieme) mi sono trovato a riflettere sul “dove siamo oggi, nel mondo del cartooning”, insieme ad amici geniali del calibro di Art Spiegelman e Francoise Mouly (co-fondatrice di "Raw" e art director del "New Yorker") – spiega -. Sono stati giorni divertenti e creativi fertili di proposte e idee». Di qui l’abbozzo di linea editoriale, che risponda ai mutati segni (è il caso di dire) dei tempi: «Sin dal primo numero del nuovo Linus – precisa ancora Igort - ci saranno dunque lavori di Spiegelman e Mouly, ma anche uno sguardo a 360 gradi sull’immaginario contemporaneo. Molte saranno le sinergie con Oblomov, ovviamente, e l'ingresso di autori che mai hanno pubblicato sulle pagine di questo storico mensile su cui, editorialmente parlando, io stesso ho visto la luce nel lontano 1981».

Già. Un bel ritorno, non c’è che dire. Dalla stagione dell’esordio a quella della piena maturità, “fertile d’avventure e di esperienze”, raccontate recentemente a Igort nel suo intenso memoir My generation (Chiarelettere, 2016). Non solo. Il neodirettore, già al lavoro alacremente per licenziare in giugno il primo numero della “nuova” rivista, anticipa anche che «Linus ospiterà occasionalmente anche l’inserto “Resist”, curato da Nadjia Spiegelman (scrittrice e figlia di Mouly) e Françoise Mouly stessa (art editor del “New Yorker”), che fra l’altro ha anticipato il movimento #Me-too, contro le molestie e una visione rapace della sessualità». E – ancora - «una serie di scritti e rubriche di autori di punta della scena internazionale: scrittori, intellettuali, filosofi che porteranno con visioni garbatamente ironiche il loro sguardo sulla vita, sulle trasformazioni in atto». Una ennesima testimonianza di impegno civile, oltre che culturale. Auguri.
Venerdì 23 Febbraio 2018, 19:23
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