CORONAVIRUS

Tra poesia e arte, Porcella e Atzeni declinano il «prima e poi» della vita. E della crescita

Domenica 24 Maggio 2020 di Donatella Trotta
A leggere il nuovo, raffinato albo illustrato di Teresa Porcella e Giorgia Atzeni, Prima e poi, appena pubblicato da Bacchilega Junior di Imola (pp. 64, euro 16), tornano in mente un paio di versi da Il fuoco di ogni giorno del Premio Nobel per la letteratura Octavio Paz: «La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda./ La memoria è un presente/ che non finisce mai di passare». Già. Perché nelle felici poesie di Teresa Porcella, in contrappunto con le luminose illustrazioni di Giorgia Atzeni, echeggia un viaggio nel Tempo che risuona nel lettore come se stesse sfogliando un vecchio album di fotografie dei propri genitori, o nonni, di cui il libro ricorda peraltro il formato. E la prima caratteristica di Prima e Poi è allora quella relazionale: tra autrici e lettori, coinvolti dal clima intimo del libro, ma anche dai suoi temi, declinati in cinque (doppi) movimenti. Dentro e fuori di casa, e dentro e fuori di quella famiglia che è il nucleo originario di ogni emozione, ricordo, sentimento. Tra gioia e dolore. Sorrisi e conflitti. Separazioni (da viaggi, ma anche da lutti) e legami: in particolare, tra genitori e figli, nonni e nipoti, compagni di scuola, e poi persino verso piante e animali da compagnia, oltre che tra fratelli (minori) e sorelle (maggiori). Con tutto il carico di gelosie e rivalità latenti (prima) che (poi) si tramutano in affettuosa complicità.

«E poi sei cresciuto/ e ti ho perdonato:/ in fondo non eri/ del tutto sbagliato», ammetterà ad esempio, all’inizio del libro, la sorella primogenita irritata, in un primo momento, dall’arrivo del piccolo intruso, vissuto come un «chicco di riso incagliato tra i denti/ sasso incastrato tra alluce e scarpa…»; alla quale fa eco il fratellino, nel secondo tempo del loro rapporto in divenire: «E poi son cresciuto/ e ti ho ritrovata,/ ma io lo sapevo: ti eri già affezionata». Un itinerario interiore, quello snodato tra versi lievi e immagini evocative, minimi gesti concreti (come i «pani bianchi e fumanti alla ricotta…caldi, morbidi, rotondi. /Perfetti come piccoli mondi» che raccontano al bambino i sentimenti della madre per lui,  o “l’ultima cena” con il nonno, a siglarne l’uscita di scena con la prediletta insalata di tonno) che può preludere ad una alfabetizzazione emotivo-affettiva: «Prima e Poi/ Poi e Prima/ dentro il Tempo/ il cuore sbrina» è il non casuale incipit del libro, costruito con armonica sapienza grafica da Ignazio Fulghesu (artista sardo di Cagliari, come le due autrici) con suggestivi cromatismi e richiami d’atmosfera antica (vinaccia, ottanio, rosa tenue, verde muschio, ciclame scuro), a esaltare il tratto inconfondibile di Atzeni, con i suoi ritratti d’infanzie d’antan o, meglio, senza tempo. Il Prima e Poi del titolo — che per una singolare coincidenza si attaglia in pieno a questa inedita stagione pandemica, scandita appunto da un “pre” e un “post” Covid-19 — è così l’impercettibile linea d’ombra, nella vita di ciascuno (e nella crescita di tutti), tra il momento delle aspettative (su qualcosa, su qualcuno) e il momento delle “permanenze”: in cui queste attese sospese e costellate di interrogativi, dubbi e persino qualche angoscia, si consolidano di fatto. Anche per “diventare grandi”: come scandisce il quinto e ultimo movimento del libro.

Ed è proprio nel capitolo finale della crescita, dove le autrici affrontano - con l’inevitabile “innamorarsi” e ”il dolore”, altrettanto inevitabile nel cammino della vita - anche il tema della morte (la “Signora Bianca” che porta via l’amato nonno, rendendo consapevole il nipote che «la vita è Vita/ e la Morte è il respiro del suo canto») che i versi di Porcella fanno vibrare particolarmente le corde dell’emozione. Soprattutto alla luce dell’attuale sconvolgente vuoto lasciato dalla scomparsa di tanti, troppi anziani il cui respiro è stato stroncato dal Coronavirus. E il “Poi” di questo movimento è allora struggente: «Distratto un tratto dalla vita./ Morto./ Hai chiesto questo come epitaffio/ sulla tua lapide. /L’abbiamo lasciato lì, come un graffio/ storto/ di parole sapide». Poesia emotiva, si direbbe; intrisa di domande filosofiche e percorsa — leopardianamente — da un “pensiero poetante” che l’autrice dei versi affronta tuttavia con tono lieve, rodariano in certe filastrocche, fluido nel ricorso a metriche diverse, ma soprattutto adatto alle sensibilità dei più piccoli e alle loro vulnerabilità, in bilico costante tra ironia e malinconia. Proprio come le belle tavole di Atzeni, giocate su colori netti e puliti, percorsi anche da elementi decorativi come certe carte da parati geometriche o floreali.

Un lavoro molto curato, complesso nella sua apparente semplicità, connotato da un grande (e non scontato) affiatamento delle autrici nell’incastonare parole e immagini. Già unite da un precedente albo di grande originalità, Danzando con l’arte (LibriVolanti, 2019: un ludico e poetico approccio alla storia dell’arte e alle opere esposte nei musei da visitare sin da piccoli) in questa nuova opera Porcella e Atzeni confermano il timbro colto ma antiretorico e mai pedante delle loro eclettiche identità d’artiste, basculanti tra poesia come linguaggio radicale dell’anima (o, per dirla ancora con Paz, «religione segreta dell’era moderna») e arte come respiro della vita. Capace di rendere davvero, fra il resto, un albo illustrato la prima galleria d’arte che un bambino incontra, oltre che un detonatore di emozioni, potenti catalizzatori pedagogici sulla via della bellezza e della scoperta del valore delle parole abitate.

Oggi alle 18,30 le autrici ne parleranno durante la prima presentazione live del libro, rigorosamente a distanza:  la diretta streaming sarà visibile sulla pagina pubblica Facebook di Bacchilega Junior  (https://www.facebook.com/bacchilegajunior/videos/776765126470442/) e al link della presentazione social: https://www.sabatosera.it/2020/05/23/presentazione-social-per-il-libro-prima-e-poi-la-novita-della-primavera-2020-di-bacchilega-junior/ © RIPRODUZIONE RISERVATA