«Mio figlio tamponato e aggredito,
nessuno è intervenuto in suo aiuto»

Domenica 12 Gennaio 2020
Prepotenza, furia ed indifferenza di un sabato sera.

Stanotte ore 4:00 arriva una telefonata a casa,risponde mio marito,dal tono capisco che era successo qualcosa, mi tranquillizzo perché dall’altra parte intuisco che sta parlando mio figlio.Questo mi solleva .
Mio figlio era uscito per trascorrere il sabato sera con amici.
Di solito dopo una serata con gli amici è lui che li accompagna a casa perché non beve.

Ma questa notte nel rientro a casa ,nel traffico di Mergellina, viene urtato da una macchina bianca scende parla con chi è alla guida e fa delle foto chiedendo di accostarsi più avanti per decidere un accordo.È a questo punto che ,sotto tanti occhi dell’indifferenza, si scatena uno scenario di assoluta violenza e prepotenza da parte di tutti e tre i giovani presenti nell’auto bianca .Da una prima minaccia a proseguire ognuno per la propria strada come se niente fosse accaduto, a quella nel giro di pochi secondi “ Mo te'vatim'”, “Ti tagliamo a’ capa “,
“Se denunci ti ammazziamo”.

Mio figlio abilmente ma direi GRAZIE A DIO poco impulsivo e ma tanto riflessivo è riuscito a chiudersi in macchina e a telefonare alla polizia con la quale è stato a telefono per 3 minuti e 30 secondi e loro stessi gli consigliano di non aprire perché i tre giovani intanto dopo averlo speronato e bloccato con la proprio auto erano scesi e lo incitavano ad uscire dall’auto dando pugni sul finestrino,parabrezza,cofano ecc.

Finalmente è arrivata una pattuglia ma dei tre ormai niente più.
Tutto questo per un piccolo tamponamento.

In serata normale,in una città come tante altre la fatalità di uno sguardo ,di un gesto,di una frase mi chiedo quale drammatico epilogo può seguire?
Nella mente di una mamma i pensieri sono tanti, ma questa sera quella di poter riabbracciare mio figlio senza una coltellata o altro è indescrivibile.
Ho raccontato questa storia che mi sembra essere avvenuta in una stradina isolata, in una straversina nascosta della nostra bella città invece il tutto è accaduto in pieno traffico con tanti spettatori che inerti continuano ad assistere in silenzio a prepotenze e violenze.

Cosa si poteva fare?
Bastava dire scusa…. ero distratto…. da parte del giovane che ha causato il tamponamento.
Ma questa è civiltà!

Per gli altri prendere il telefonino e in molti fare quella foto che ha scatenato tanta violenza e furia in quei giovani persi in una società sempre più malata.
Ma questa è solidarietà!

Io come mamma sono convinta che questa sera poteva essere scritta un’altra orribile pagina di cronaca perché quando un giovane viene abbandonato da solo, la violenza del gruppo può essere tanto pericolosa e sempre ed in ogni caso bisogna denunciare tutto prima che avvengono le tragedie proprio per evitarle.

Napoli,11-01-2020
Maria Di Gioia







  Ultimo aggiornamento: 22:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA