Amanda Gorman, la poetessa di Biden è già più famosa di lui: invitata anche al Super Bowl

Venerdì 29 Gennaio 2021 di Anna Guaita
Amanda Gorman, la poetessa di Biden è già più famosa di lui: invitata anche al Super Bowl

NEW YORK Arte e moda, impegno ed eleganza, a soli 22 anni Amanda Gorman è riuscita a coniugare linguaggi spesso giudicati contrastanti. La poetessa che ha letto la sua «The Hill we climb» all'insediamento di Joe Biden si sta dimostrando una personalità poliedrica, effervescente, capace di conquistare un pubblico trasversale, dai giovani afro-americani alle donne bianche dei sobborghi, dai poveri ai ricchi, dal mondo serio della cultura a quello spumeggiante della moda. Ieri abbiamo saputo che Amanda sarà presto anche un'eroina del mondo dello sport: domenica 7 febbraio sarà la prima persona invitata a leggere una poesia durante il Super Bowl, la finale del football trai Kansas City Chiefs e i Tampa Bay Buccaneers.
Il Super Bowl è un fenomeno televisivo seguito da centinaia di milioni di spettatori, famoso per i suoi spettacoli nell'intervallo, caratterizzati da cantanti pop di fama mondiale.

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Quest'anno, con il Paese ancora nella morsa mortale del coronavirus, l'Associazione nazionale americana di football si è impegnata a offrire uno spettacolo più sobrio. Sull'onda delle manifestazioni Black Lives Matter, inoltre, ha deciso di dare più spazio anche agli artisti di colore. E se la musica è affidata al cantante canadese The Weekend (il cui vero nome è Abel Makkonen Tesfaye), ad Amanda sarà chiesto di ringraziare in poesia coloro che nella pandemia si sono sacrificati.

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La comparsa di Amanda nel più importante evento sportivo dell'anno può sembrare strana, ma è perfettamente in linea con il tracciato inusuale che la giovane ha seguito sin dai suoi esordi nella poesia. In questi giorni, la giovane ha firmato un contratto con la nota agenzia di modelle Img perché la aiuti a costruire un'immagine di eleganza nuova costruita «sulla sostenibilità, sullo scardinamento dei codici del passato, e l'abbandono delle strade già percorse» come lei stessa ha declamato tre anni fa a una sfilata di Prada, il suo designer preferito. La Img nel suo pool ha nomi come Kate Moss, Gigi Hadid e Gisele Bundchen, moglie del famosissimo campione di football Tom Brady, che guiderà i Buccaneers di Tampa Bay nel Super Bowl contro i Chiefs di Kansas City.

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L'ELOQUIO
Laureata in sociologia ad Harvard, poetessa da quando aveva otto anni, attivista politica con il sogno di candidarsi alla presidenza nel 2034, vincitrice del titolo di Giovane Poeta Nazionale, autrice di tre libri in arrivo con la casa editrice Penguin (un milione di copie ciascuno, numeri mai visti da un poeta), pochi possono immaginare che Amanda fino a poco tempo fa non riuscisse a declamare le sue poesie per una difficoltà dell'eloquio. Amanda ha una gemella, Gabrielle, con la quale condivide l'impegno politico, e con la quale ha girato un video che è stato di ispirazione per la marcia di un milione di donne a Washington.

Gabrielle è una regista di documentari e fotografa, Amanda è una poetessa. Ma le due ragazze condividono una nascita difficile, prematura, che ha lasciato Amanda per anni a lottare con una difficoltà di udito e di pronuncia, che ha faticosamente sconfitto solo dopo essere arrivata all'università. Molti pensavano che fosse questo ad averla resa cara a Joe Biden, un ex balbuziente, e a farla scegliere per il giorno dell'insediamento. Invece a spingere Jill Biden a convocare la ragazza, la sera del 30 dicembre, con una telefonata che la fece «saltellare di gioia per tutta la casa», è l'appello all'unità che la poesia di Amanda ha avuto sin dall'inizio: «Per essere uniti non c'è bisogno di annullare le nostre differenze», spiega Amanda, che nel video Rise up as one girato dalla sorella declama una poesia dallo stesso titolo, «Solleviamoci come se fossimo uno solo».


Il giorno dell'insediamento, con quel cappotto giallo e i capelli legati con una fascia rossa (entrambi firmati da Prada) Amanda apparve come un raggio di sole sul palco che solo due settimane prima era stato scavalcato dai rivoltosi che si erano introdotti nel Campidoglio. Prima di recitare la sua poesia, ha alzato lo sguardo e ha fatto un lungo sorriso. Poi ha spiegato: «Da lassù avevo davanti a me la spianata dei monumenti, vedevo il monumento a Washington, il memoriale di Lincoln, e mi sono sentita parte della storia, da discendente di schiavi». E' raro che la parola schiavo sia accompagnata da un sorriso, ma questa è la forza di una giovane poetessa che ha conquistato l'America con le parole: «Alziamo lo sguardo non su quello che sta fra di noi/ ma su quello che sta davanti a noi/ .... Deponiamo le armi/ e spalanchiamo le braccia».

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 22:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA