Due femminicidi in 24 ore Deborah uccisa dall'ex (che era ai domiciliari) `

Martedì 23 Febbraio 2021 di Claudia Guasco
Due femminicidi in 24 ore Deborah uccisa dall'ex (che era ai domiciliari) `

 Un'altra donna morta e anche questa volta a essere sospettato è il compagno. Dopo Ilenia Fabbri, sgozzata da un killer nella sua abitazione di Faenza, e Clara Ceccarelli, massacrata a coltellate nel suo negozio di pantofole a Genova, ieri mattina Rossella Placati, cinquant'anni e due figli, è stata trovata in un lago di sangue nel bagno di casa a Bondeno, in provincia di Ferrara. A presentarsi poco dopo le otto nella caserma dei carabinieri è stato S.D., 45 anni, artigiano edile di Bologna. È con lui che un anno e mezzo fa la donna, divorziata, ha scelto di rifarsi una vita e andare ad abitare insieme. L'uomo è stato interrogato, ma la sua versione appare poco credibile: troppe incongruenze, la verità al momento è chiusa in quella casa dove Rossella è stata uccisa, con un corpo contundente che le ha provocato profonde ferite alla testa.
NESSUN SEGNO DI EFFRAZIONE
Rossella Placati da undici anni era dipendente della Haemotronic, nel reparto produttivo di Mirandola. Ieri si sarebbe dovuta presentare nello stabilimento di buon mattino, per il solito turno, ma non è mai arrivata. Il suo corpo era riverso nell'appartamento in zona di Borgo San Giovanni, vicino all'argine del Panaro, poco fuori dal centro del paese. Era in bagno, in una pozza di sangue, colpita con un'arma che non è stata trovata. Il pm Stefano Longhi ha ascoltato il compagno e ci sarebbero più elementi che non tornano. S.D. ha riferito tra l'altro che domenica tra i due c'è stato un litigio e che lui sarebbe andato via e ritornato in mattinata, quando ha trovato la donna già morta. Ma nell'abitazione non ci sono segni di effrazione: è quindi probabile che sia stata uccisa da qualcuno che conosceva, che ha fatto entrare o che era già all'interno.
LE REAZIONI
«Siamo rimasti tutti increduli, fa impressione constatare qualcosa che mai si pensava sarebbe potuto succedere», è sconvolto il sindaco di Bondeno Simone Saletti, uno dei primi ad arrivare sul luogo del delitto. «Siamo in attesa di sviluppi, di certo è un gesto che non merita appello». Così come quello di Lorenzo Cattoni, imprenditore agricolo di 39 anni, che ha ucciso l'ex convivente Deborah Saltori, 42 anni, con un'accetta colpendola alla carotide per poi tentare il suicidio. È accaduto ieri a Cortesano, paese poco distante da Trento, nella campagna in cui l'uomo stava lavorando, non lontano dalla casa in cui la donna, madre di quattro figli dai 4 ai 17 anni, tre dei quali avuti da una precedente relazione, viveva dopo che i due si erano lasciati a causa delle violenze dell'uomo. Cattoni infatti era già stato ammonito dal questore di Trento due volte per violenza domestica, anche durante una precedente relazione.
DOMICILIARI
L'omicidio di Deborah Saltori, hanno ricostruito gli investigatori, è avvenuto in una baracca degli attrezzi. Cattoni, che era agli arresti domiciliari a casa dei genitori a Nave San Rocco, a circa 15 chilometri da Trento, ma aveva il permesso di assentarsi per lavorare, solo pochi mesi fa era stato arrestato perché negli ultimi quattro anni - secondo quanto avevano verificato gli inquirenti - aveva più volte malmenato e vessato, fisicamente e psicologicamente, Deborah Saltori. Pugni in faccia, anche durante la gravidanza, in un crescendo di violenza culminato nell'omicidio.
SALVA PER POCO
Mentre si è salvata per un soffio una studentessa ventenne di origini greche ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Mauriziano di Torino per le coltellate al torace, all'addome e al collo inferte dall'ex fidanzato, un 27enne di origini albanesi. L'aggressione è avvenuta domenica sera in strada nel quartiere San Salvario. Sono stati i passanti a dare l'allarme e a consentire ai carabinieri di bloccare il giovane.

Ultimo aggiornamento: 16:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA