Spagna, nuova legge sulla violenza sessuale: pene inasprite ed è sempre stupro quando non c'è il consenso

Mercoledì 7 Luglio 2021 di Cristiana Mangani
Spagna, nuova legge sulla violenza sessuale: pene inasprite ed è sempre stupro quando non c'è il consenso

Arriva dopo quasi un anno e mezzo di negoziazioni politiche l'inasprimento della legge sulla violenza sessuale in SpagnaIl governo spagnolo ha approvato martedì una legge per definire stupro tutti i rapporti sessuali non consensuali. Ma la revisione legislativa, che impone pene più severe prevede anche la scomparsa della parola “abuso” e un sistema di supporto per le vittime migliorato e ampliato.

 

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Spagna, nuova legge sulla violenza sessuale

 

L'approvazione arriva a cinque anni da quello che è stato definito il caso del "branco di lupi": cinque uomini che avevano violentato una giovane di 18 anni al festival della corsa dei tori di Pamplona, ​​provocando indignazione pubblica e sollecitando la richiesta di riformare le norme . La bozza necessita ancora dell'approvazione parlamentare, prevista entro la fine dell'anno, o forse già a settembre. Ed è basata sul modello secondo il quale "sì significa sì". Per la Spagna è ora diventato stupro tutto quello che non ha il consenso. Senza equivoci o interpretazioni possibili. La legge allineerà il paesi ad altri 11 Stati europei, tra cui Svezia, Portogallo e Gran Bretagna, che utilizzano definizioni legali simili. Secondo il testo dell’iniziativa legislativa, l’espressione del consenso sarà considerata solo nei casi in cui verrà manifestata «attraverso atti che, a seconda delle circostanze, palesino in modo chiaro la volontà della persona». In base a questi criteri, verrà ampliato lo spettro di situazioni che dovranno essere interpretate dalla giustizia come reati di stupro, per esempio abolendo la necessità che venga provato l’uso della violenza o dell’intimidazione ai danni della vittima.

«Dobbiamo trasformare la cultura sessuale, mettendo al centro il consenso delle donne - ha affermato la ministra delle finanze e portavoce del governo, María Jesús Montero - L’aspetto che vogliamo trasmettere  è che se non vuoi, non devi partecipare ad alcun atto sessuale». Un altro concetto introdotto nella proposta di legge, è quello per cui le violenze sessuali commesse sulle donne devono essere considerate come casi di violenza di genere. Il premier Pedro Sánchez su Twitter ha scritto che con questa legge «proteggiamo il diritto (delle donne) alla libertà sessuale».

 

Stalking e molestie in strada

 

Stalking e molestie in strada diventeranno reati sessuali, così come le mutilazioni genitali femminili. Lo stupro di gruppo sarà considerato un'aggravante e comporterà pene detentive fino a 15 anni, proprio per scoraggiare crimini di questo tipo che hanno creato proteste e shock nell'opinione pubblica spagnola. Verrà anche istituito una sistema di protezione parallela con la creazione di un servizio di assistenza telefonica 24 ore su 24 per le aggressioni sessuali, “rifiugi” e case di accoglienza specializzati per le vittime minorenni.

La Spagna ha cercato a lungo di posizionarsi in prima linea nella politica sessuale e di contrastare gli atteggiamenti maschilisti prevalenti. Ha legalizzato il matrimonio gay nel 2007 e ha introdotto una legge pionieristica sulla violenza di genere nel 2004. La scorsa settimana il governo ha approvato un progetto di legge per consentire a chiunque abbia più di 14 anni di cambiare legalmente il proprio sesso senza una diagnosi medica o una terapia ormonale.

Lunedì sera sono scoppiate proteste in tutto il paese in risposta all'uccisione di un gay che è stato picchiato a morte durante un'aggressione omofobica nella città settentrionale di La Coruna nel fine settimana. La polizia di Madrid è intervenuta pesantemente sui manifestanti, tanto che il governo è stato costretto ad aprire un'indagine sulla loro condotta.

La riforma della legge sulla violenza sessuale è stata richiesta a gran voce dai movimenti femministi, in particolare dopo la rabbia scatenata da gravi episodi di violenza sessuale di gruppo, come quello della ragazza violentata alla popolare festa di San Fermín. La prima sentenza contro gli aggressori, che li ha considerati colpevoli di abusi sessuali e non di stupro, ha suscitato accese proteste di piazza nel 2018. In seguito, la Corte Suprema li ha condannati a 15 anni per stupro. «Solo un sì è un sì» , è stato uno degli slogan più ricorrenti nelle manifestazioni. Lo stesso che ora è stato adottato per la riforma della legge.

 

 

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA