Stuprate, sfregiate, uccise: cresce l’odio per le donne. Cartabia: «Presto un pacchetto di misure»

Aumentano femminicidi (+8%) e violazioni dei provvedimenti di allontanamento

Giovedì 25 Novembre 2021 di Diodato Pirone
Stuprate, sfregiate, uccise: cresce l odio per le donne

In Italia sono 109 le donne uccise dall’inizio dell’anno su un totale di 263 omicidi volontari. A ben 93 donne è stata tolta la vita in ambiti familiari o affettivi e, in particolare, 63 sono state uccise per mano del partner o dell’ex partner. Numeri - diffusi dal Ministero dell’Interno sulla base di un rapporto del Servizio analisi della Polizia Criminale - che mostrano un aumento consistente delle vittime di genere femminile (+8%) rispetto allo stesso periodo del 2020.

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«Troppe le donne uccise, troppe le richieste di aiuto non adeguatamente e tempestivamente raccolte. Una vergogna della nostra civiltà», ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, nel corso di un convegno del Senato dedicato alla violenza contro le donne. Un Convegno che ha avuto il merito di prendere atto che il sistema di protezione delle donne non sta funzionando. Il codice è stato aggiornato (due anni fa è arrivato il cosiddetto Codice rosso), sono stati delineati nuovi reati, pene più severe, è partita una campagna di prevenzione e sono stati istituiti centri d’ascolto. Poi però arriva il tempo dei bilanci, come in questi giorni, a ridosso della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, e le cifre sono impietose.

L’AMBITO FAMILIARE
Secondo il Viminale infatti sono in crescita anche tutti i delitti commessi in ambito familiare-affettivo che passano da 130 a 136 (+5 %). Anche in questo caso è significativo l’aumento delle vittime donne (+7%), e tra queste, come detto, quelle uccise per mano del partner o dell’ex partner (+7%).
Ora il governo sta pensando a nuove misure. «La gravità dei fatti - ha sottolineato la ministra della Giustizia - chiama le istituzioni a ripensare norme e procedure più adeguate perché la violenza di genere non si corregge solo a colpi di leggi, ma le leggi servono».

Il pacchetto cui lavorano cinque ministre, e che dovrebbe arrivare sul tavolo del governo la prossima settimana, punta a interventi sul codice penale e di procedura penale per rafforzare gli strumenti di prevenzione: quindi aumento di pena per i delitti di percosse e lesioni e procedibilità d’ufficio.

E, ha spiegato ancora la ministra Cartabia, occorre rendere più effettive le misure per rendere più efficace l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento a donne minacciate, «perché troppe volte la violazione di queste prescrizioni si rivela fatale».

Quindi con il Viminale si sta studiando l’estensione dell’utilizzo del braccialetto elettronico, tanto che nel caso di rifiuto potrebbero scattare gli arresti domiciliari. Si lavorerà, ha assicurato Cartabia, sulla «formazione e specializzazione» sia dei pm che dei giudici, «chiamati a prendere difficili decisioni sulla base del rischio e della pericolosità del soggetto».

Ma torniamo ai numeri del Viminale secondo il quale dal primo gennaio al 31 ottobre 2021 sono aumentati del 10% le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento a donne messe in pericolo (da 1.584 a 1.740). Dall’entrata in vigore del Codice rosso sono stati 4.234 i casi del genere in tutta Italia, in particolare Sicilia (585), Lazio (452), Lombardia (398), Piemonte (386) e Campania (340) sono le Regioni con il maggior numero di violazioni. Un’altra fattispecie introdotta dal Codice rosso, le costrizioni o induzioni al matrimonio, ha fatto registrare nel periodo in esame un considerevole aumento (+143%) legato alla progressiva conoscenza della nuova norma e la maggiore propensione alla denuncia. Si tratta di un fenomeno che riguarda nell’86% dei casi donne, di cui il 68% di nazionalità straniera.

C’è poi un boom di reati particolarmente odiosi come quello che determina sfregi sul viso che sono aumentati del +35% (da 46 a 62). In totale dall’entrata in vigore della legge sono stati 143 i delitti di questo genere commessi nel 92% dei casi da maschi.

Incremento rilevante anche del fenomeno del «revenge porn» (+45%). Le vittime di diffusione illecita di immagini sessualmente espliciti (2.329 denunce finora) sono nel 73% dei casi donne, italiane (87%) e maggiorenni (82%).
 

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