Detto Fatto sospeso dopo la bufera sul sexy tutorial al supermercato. Istruttoria della Rai

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Veronica Cursi
Detto Fatto, tutorial per essere sexy al supermercato: bufera sulla Rai. Martella: «Servizio pubblico calpestato»

È stato sospeso il programma "Detto Fatto" dopo il caso del tutorial per fare la spesa in modo sexy. La decisione - secondo quanto si apprende - è stata presa dall'ad Rai, Fabrizio Salini, in attesa che si studi una programmazione che rispecchi una linea editoriale adeguata al messaggio del servizio pubblico. Intanto la puntata di oggi della trasmissione di Rai2, rete diretta da Ludovico Di Meo, non è andata in onda perchè - si apprende ancora - era registrata e non sarebbe stato possibile trasmettere alcun messaggio di scuse sull'accaduto.

 

Cosa è successo

Una ragazza con tacchi alti, strizzata in degli short cortissimi e con la pancia di fuori, insegna alle donne come fare la spesa al supermercato in maniera sexy. Un vero e proprio tutorial, con tanto di carrello e scaffali, per essere femminili anche al supermarket. È il siparietto mandato in onda su Rai 2 nella trasmissione Detto Fatto condotta da Bianca Guaccero che ha prima scatenato le critiche del web e poi la polemica politica, con il sottosegretario all'Editoria Andrea Martella che attacca: «Un tutorial serve alla Rai». Critiche anche da Pd (dove c'è chi torna a chiedere le dimissioni dell'ad Salini) e Forza Italia. La Vigilanza Rai ha scritto all'amministratore delegato di Viale Mazzini. Il direttore di RaiDue Ludovico Di Meo assicura: «Indagheremo su quanto è accaduto e sulle responsabilità». Intanto la puntata del 25 novembre, prevista per le 15 e 50 dopo il Question Time, è stata sospesa e sostituita da un film. «Un episodio gravissimo, che nulla ha a che vedere con lo spirito del Servizio Pubblico e con la linea editoriale di questa Rai. Ovviamente ho avviato un'istruttoria per accertare responsabilità e stiamo facendo valutazioni sul futuro di questo programma», le parole di Salini.

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«La situazione intrigante»

Ora, fermo restando che vestite così (forse) ci andremmo a ballare in discoteca, che quando al supermercato vediamo un prodotto nello scaffale più in alto di certo non pensiamo ad «inarcare la schiena per tirarci su» o «ad alzare il ginocchio per rendere la situazione più intrigante» ma ci arrampichiamo tipo Spiderman (spesso senza riuscita) e che dopo una giornata di lavoro, bambini, faccende di casa e appuntamenti vari, l'ultima cosa a cui pensiamo quando andiamo a fare la spesa è di «rendere le corsie del supermercato il nostro palcoscenico», perché più che Jessica Rabbit assomigliamo al coniglio, la domanda è: ma era davvero necessario tutto questo? Un programma del 2020 che ci riporta indietro di anni.

 

«Io non so se credere a quello che sto guardando - scrive un utente su Twitter - sembrano quelle situazioni equivoche da commedia sexy degli anni '70». C'è tutto: la musichetta sexy di sottofondo, lo sguardo ammiccante. E per chiudere in bellezza, alla fine del tutorial, la ragazza della spesa improvvisa anche un balletto sexy dove il carrello diventa uno pseudo sgabello stile "Nove settimane e mezzo". «Qui è quando non c''è fila alla cassa», scherza qualcuno. Ma c'è poco da ridere.

Video

 

«Se cade qualcosa lo raccogli e lo rimetti sullo scaffale, soprattutto se sono biscotti o patatine, imparate giovinotte»,  ironizzano sul web . «Allora ecco perché c'erano tutte quelle file al supermercato a marzo». Ma sono tanti i commenti che riportano l'attenzione sull'inopportunità di mandare in onda scenette che ridicolizzano la donna, soprattutto nei giorni in cui la violenza sulle donne è al centro dell'attenzione di dibattiti politici: «Quanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all'uomo, tanto più l’uomo reagisce in modo violento. Oggi è la giornata contro la violenza alle donne metti like e condividi per far capire che in questo mondo non serve questo». E le condivisioni si sprecano. 

 

Le reazioni della politica

La bufera sui social si trasforma presto in polemica politica. «Forse occorrerebbe un tutorial non su come fare la spesa ma su come fare servizio pubblico non calpestando il valore e la storia della Rai», è il commento durissimo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Andrea Martella, interpellato al telefono dall'Ansa.

«'Detto fatto' è una trasmissione che ha la sola aspirazione, se possibile, di far divertire. Il programma ieri, è incappato in un gravissimo errore, non certamente voluto, del quale io per primo mi scuso con le telespettatrici e i telespettatori», dice il direttore di Rai2, Ludovico Di Meo. «Nonostante non fosse nelle intenzioni avvalorare stereotipi femminili negativi - che tutti sono d'accordo nel biasimare e condannare - si è sopravvalutata la carica ironica a dispetto di una chiave che è risultata chiaramente offensiva. Sarà un serio impegno della rete indagare sull'accaduto e sulle responsabilità, e garantire che questo non accada più in futuro: sarebbe contrario allo spirito del programma e ai valori civili della conduttrice, degli autori, e di Rai2».

Nel mirino finisce l'ad della Rai Salini. «Non so se l'intenzione fosse ironica, ma quello che è andato in onda ieri su Rai Due, nel corso della trasmissione Detto Fatto offre un'immagine della donna stereotipata e indegna del servizio pubblico. La cosa, già grave in se, lo è resa ancora di più dal fatto che avveniva proprio alla vigilia della giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne. Salini e i dirigenti Rai devono rispondere di quanto accaduto all'opinione pubblica e alle donne. La Rai così non può andare avanti», tuona la portavoce della conferenza delle donne democratiche Cecilia D'Elia.

La consigliera Rai Rita Borioni: «Ieri a ' Detto Fattò, tra l'altro alla vigilia della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donnè una scenetta ammiccante, inutile e volgare che propinava un modello di donna inqualificabile. Basta! Serve l'immediato intervento del presidente della Rai e dell'amministratore delegato al quale chiedo poi se sia questa la linea editoriale scelta, che, di fatto, è l'opposto di quanto chiede al Servizio Pubblico il Contratto Rai-Mise». «Mi domando - aggiunge Borioni - quale sia l'utilità di proporre una cosa del genere, non divertente, non ironica, non utile e quindi volgare - ribadisce - basata su un immaginario del corpo femminile da film di serie C, oltre che piena di vecchi stereotipi. Una scenetta al supermercato pensata peraltro da gente che evidentemente non c'è mai andata, tanto da immaginare che si possa fare la spesa coi calzoncini, il tacco 12 e la pancia scoperta, cercando di 'cuccare', come dice Guaccero, tra l'altro in tempi di Covid».

«I vertici Rai intervengano urgentemente . Un servizio che manca colpevolmente di buon gusto e di sensibilità per giunta alla vigilia della giornata nazionale contro la violenza sulle donne. Il Servizio pubblico non può promuovere messaggi inaccettabili e macchiettistici confermando ancora una volta quanto la dirigenza della Rai sia inadeguata a svolgere il ruolo per cui è chiamata a lavorare: pluralismo, qualità dell'informazione, divulgazione di messaggi positivi. È ora che vengano presi provvedimenti», dichiara Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e capogruppo in commissione di vigilanza Rai. 

Ultimo aggiornamento: 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA