Air Berlin, accordo con Lufthansa per 210 milioni

Lufthansa punta a fare l'asso pigliatutto dei cieli europei. La compagnia tedesca rileva la gran parte degli asset di Air Berlin, che continua invece a trattare per il resto con EasyJet. E apre ad Alitalia, dicendosi interessata ma solo se si potrà creare una nuova compagnia. Intanto per l'aviolinea italiana l'attesa è tutta rivolta al 16 ottobre quando scadranno i termini per le offerte vincolanti: ma, secondo quanto si apprende, le proposte al momento sarebbero poche (nessuna per la compagnia intera) e non è escluso che si profili una allungamento dei tempi della vendita.

A poco meno di due mesi dal fallimento di Air Berlin (che ha dichiarato l'insolvenza a Ferragosto) oggi è arrivato l'accordo con Lufthansa, che pagherà 210 milioni di euro per la controllata austriaca Niki, l'operatore regionale Walter e altri asset. Lufthansa, che rileverà 81 aeromobili (sui 150 operati dal vettore) e 3 mila dipendenti (su 8 mila) di Air Berlin, stima che il costo totale per assorbire gli asset della seconda compagnia tedesca di circa 1,5 miliardi di euro. L'accordo con Lufthansa «è un buon primo passo» verso la protezione di posti di lavoro e servizi, ha commentato il ministro dell'economia tedesco Brigitte Zypries, auspicando che le trattative sul resto degli asset di Air Berlin «arrivino presto a una buona conclusione».

I negoziati con EasyJet proseguono ora senza che sia stata fissata una nuova deadline. Ma nei giorni scorsi Air Berlin ha informato i propri dipendenti che al più tardi dal 28 ottobre non sarà più possibile la circolazione degli aerei sotto il codice di Air Berlin «AB». Grazie a questo accordo, Air Berlin sarà inoltre in grado di ripagare i 150 milioni di euro ricevuti come prestito ponte dal governo tedesco. Lufthansa invece rafforza la propria posizione in Germania, dove Air Berlin è concentrata su Dusseldorf e Berlino, mentre Lufthansa ha i suoi hub principali a Francoforte e Monaco.

Ma al colosso tedesco fa gola anche Alitalia, anche se non con le dimensioni attuali. «Alitalia come esiste oggi non è un tema. Se ci fosse una chance di creare una nuova Alitalia, Lufthansa come numero uno in Europa sarebbe certamente interessata ai colloqui», ha detto il capo di Lufthansa Carsten Spohr, spiegando che «l'Italia per noi è un mercato importante». Parole che suonano ancora più importanti perché arrivano a pochi giorni dalla scadenza per le offerte vincolanti (lunedì alle 18).

Al momento, secondo quanto si apprende, sarebbero però in pochi ad essersi fatti avanti: nessuno per la compagnia intera, qualcuno per il lotto 'handling', mentre per la parte 'aviation' ci sarebbe Lufthansa, ma chiederebbe un perimetro abbastanza ridotto. Si attende comunque fino all'ultimo («come d'uso le offerte arriveranno l'ultimo giorno», aveva detto nei giorni scorsi il commissario Enrico Laghi). Se le offerte che
arriveranno non saranno buone, si valuterà se ci sono spazi di miglioramento, altrimenti il Governo dovrà decidere come proseguire (improbabile che opti per il fallimento). Si rischia comunque di andare oltre il 5 novembre indicato nel bando come termine per la fase di negoziazione e miglioramento delle offerte. Sullo sfondo c'è anche il tema della possibile necessità di un nuovo rifinanziamento: ma almeno su questo, secondo quanto si apprende, sembra che i 600 milioni di prestito ponte siano ancora quasi tutti nella disponibilità della compagnia.


 
Giovedì 12 Ottobre 2017, 15:43 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 11:15
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