Alitalia al bivio, vertice sul piano tra sindacati e commissari

Alitalia al bivio, vertice sul piano tra sindacati e commissari
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Alitalia, corsa contro il tempo. I commissari straordinari della compagnia di bandiera hanno convocato i sindacati, per domani, ad un incontro informale per fare il punto sull'offerta vincolante e il piano industriale che la cordata formata da Fs, Atlantia, Mef e Delta deve presentare entro la scadenza del 15 settembre. Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, prima dell'apertura della crisi, aveva assicurato che il governo avrebbe «seguito la scrittura del piano, che deve essere sul lungo raggio ma, soprattutto, non deve sacrificare l'occupazione». Tuttavia, tra i sindacati, serpeggia una certa inquietudine. «Servono risposte rapide: Alitalia non ha un tempo infinito davanti a sé, i soldi in cassa piano piano stanno finendo, pertanto servono scelte rapide e importanti per tutelare l'occupazione» ha spiegato segretario nazionale della Filt-Cgil, Fabrizio Cuscito.

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Il quale ha anche ricordato che il 23 settembre scade la Cassa integrazione, che riguarda complessivamente circa 1.010 dipendenti: 90 piloti, 70 unità del personale di cabina e 850 di terra. «È tutto molto nebuloso e nel personale c'è tanta irritazione» spiega Antonio Divietri. «Da quello che è trapelato finora avverte il presidente dell'Anpac il preaccordo con Delta sarebbe suicida: Alitalia non starebbe più in piedi, diventerebbe del tutto secondaria». In attesa degli sviluppi, la compagnia aerea continua a perdere almeno meno di mezzo milione di euro al giorno (ma contro i 2 milioni di alcuni mesi fa), anche se grazie a una gestione commissariale più attenta sta facendo registrare numeri positivi: i ricavi sono cresciuti dell'8,1% rispetto a un anno fa e i passeggeri relativi al traffico business del 9,7%. Tuttavia, il prestito oneroso di 900 milioni accordato dal Tesoro milioni si sta riducendo e il Mef teme che il negoziato possa prolungarsi nell'autunno, con le casse in rosso.
In questo quadro, a venti giorni dalla scadenza dei termini per presentare l'offerta, le trattative tra Fs-Atlantia e Delta non hanno infatti ancora sciolto almeno due dei tre nodi cruciali per far decollare l'operazione. Il primo nodo riguarda le rotte nordamericane, le più redditizie, che il colosso americano non vorrebbe cedere al concorrente-alleato.

Ragionamenti analoghi si fanno anche per il mercato asiatico e il Sud America. Ed è proprio Atlantia, su impulso anche del Mef, a trattare per ottenere spazio lì dove i margini sono più elevati e si realizzano i profitti più significativi. Una riunione decisiva sul fronte del piano voli dovrebbe tenersi ad Atlanta il 31 agosto alla presenza del ceo della compagnia Usa, Ed Bastian. È bene osservare che il piano è legato a filo doppio anche al numero degli aerei necessari a dare competitività al vettore. Delta punta dritta alla riduzione della flotta da 118 a un centinaio di aeromobili in un contesto di razionalizzazione delle attività che toccherà sia le rotte che il personale. Anche sulla governance della compagnia il confronto è serrato. Il Tesoro punta ad affidare la nuova Alitalia a figure di prestigio. La probabile conferma di Conte a Palazzo Chigi dovrebbe spianare la strada all'operazione di salvataggio. In cassa, a luglio c'erano 413 milioni, più delle previsioni.
 
Martedì 27 Agosto 2019, 09:49 - Ultimo aggiornamento: 27-08-2019 16:46
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