Alitalia, proroga più vicina
Cda Fs esamina il dossier

Il progetto di Ferrovie dello Stato per Alitalia ha bisogno di altro tempo. Arrivati alla scadenza del 30 aprile, la compagine messa insieme dalla società ferroviaria non è sufficiente per completare la newco per la nuova compagnia. Per questo il gruppo guidato da Gianfranco Battisti ha chiesto una proroga, sulla quale ora decideranno i commissari straordinari di concerto con il Governo. E mentre prosegue il pressing su Atlantia, il primo vero obiettivo, il vicepremier Luigi Di Maio assicura che se anche non arrivassero proposte «le soluzioni ci sono già e si potrà andare avanti comunque». Sul piatto anche un aumento della partecipazione da parte di Delta e la ricerca di un altro partner esterno, dopo il tentativo, ormai superato, con Eastern China.

La richiesta di un nuovo slittamento dei tempi (il terzo dalla prima scadenza del 31 gennaio) era nell'aria da giorni e si è concretizzata dopo la riunione del consiglio di amministrazione delle Fs che, si legge in uno stringato comunicato, «ha preso in esame il tema della proroga del termine del dossier Alitalia». Le Fs, che nella precedente richiesta di proroga avevano indicato come orizzonte la fine di maggio (termine che i commissari hanno poi ridotto al 30 aprile), secondo quanto si apprende, non avrebbero questa volta indicato una tempistica. La valutazione spetta ora ai commissari, che già nel concedere la precedente proroga avevano sottolineato la necessità di tempi stretti. È probabile che si vada verso una mini-proroga di due-tre settimane, di cui si dovrebbe parlare anche in Consiglio dei ministri, in modo da avere una soluzione prima delle elezioni europee.

Il fatto che Fs abbia chiesto ancora tempo, comunque, fa pensare che ci siano i presupposti per andare avanti sul
progetto (se invece fallisse si profilerebbe la liquidazione e l'arrivo di Lufthansa), che al momento vede in campo Fs pronta ad entrare con il 30%, il Mef con il 15% e Delta Airlines con il 10-15%. Per la restante quota del 40% si guarda alla compagnia cinese China Eastern (partecipata da Delta), ma soprattutto ad Atlantia, anche se la posizione ufficiale della holding dei Benetton resta quella espressa dall'amministratoree delegato in assemblea: non possiamo aprire un altro fronte.

In attesa che qualcuno formalizzi una propria offerta (nei giorni scorsi si è parlato anche del Gruppo Toto, che poi ha smentito), il vicepremier Di Maio, assicura: «Non cerchiamo capitani coraggiosi per cercare di metterci una toppa», dice il ministro grillino, che rassicura anche sul fatto che la presenza «massiccia» dello Stato, con il Mef e Fs, «ci consentirà di nominare la governance dell'azienda».

Per i sindacati però «regna la più completa confusione» e per questo è imminente la proclamazione dello sciopero. Già domani, annuncia il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, «è possibile che noi si possa proclamare una giornata di mobilitazione nel mese di maggio, considerato che il Governo elude il confronto con il sindacato». La prossima data utile sarebbe quella del 21 maggio.

 
Lunedì 29 Aprile 2019, 19:45 - Ultimo aggiornamento: 29-04-2019 20:37
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