«Gas naturale, Stx e Cina,
le tre sfide di Fincantieri»

Mercoledì 13 Marzo 2019 di Antonino Pane
Venti stabilimenti in quattro continenti, uno nuovo aperto a Verona, ingressi strategici in cantieri minori della Liguria. E poi il ponte di Genova, la capacità di dimostrare che la via della seta non è solo in entrata verso l'Europa ma che si può percorrere, eccome, anche in uscita, verso la Cina. Giuseppe Bono, 75 anni tra 11 giorni, ha saldo tra le mani il timone di Fincantieri, l'unico vero grande colosso planetario completamente Made in Italy.

Questa nuova investitura pesa parecchio: lei ha abituato bene il Paese e ora tutti si aspettano di continuare su questa strada.
«Spesso sfugge che gli uomini possono dare un'impronta tanto positiva quanto negativa. I risultati non sono solo i miei ma di tutta la squadra Fincantieri che ora rema coesa, fino al più giovane degli operai, nella stessa direzione. Non ci spaventa niente, andiamo avanti con la massima fiducia».

Ci sono in portafoglio 116 navi da costruire, altre ne arriveranno. Gli armatori dicono che le crociere cresceranno fino al 2030. Fincantieri che ruolo avrà?
«Quello di sempre, siamo e vogliamo restare i numeri uno al mondo. Stiamo riorganizzando l'azienda grazie ad un piano di investimenti che entro il 2022, anno entro il quale dobbiamo raddoppiare la produzione, avrà importanti ricadute anche occupazionali».

Intanto irrompe la Cina.
«Abbiamo una joint venture lì che finora ha dato frutti importanti soprattutto a Fincantieri. La Cina non si può fermare, ma grazie alle nostre competenze stiamo dimostrando che la via della seta non è a senso unico».

Questa sua visione è apprezzata in Cina.
«A novembre 2018 abbiamo firmato a Shanghai i contratti relativi alla costruzione di due navi da crociera che saranno le prime unità di questo genere realizzate in Cina per il mercato cinese. Il progetto, del valore di circa 1.5 miliardi di dollari, sarà realizzato nel cantieri di Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding controllata dal colosso CSSC. In Cina ci sono 200 milioni di persone appartenenti alla classe media e molti di questi sono potenziali croceristi. Questo ci avvantaggia anche perché ha una reputazione ottima anche in quel Paese».

Costa Crociere ha costruito a Turku in Finlandia la prima nave a gnl. Msc Crociere le ha ordinate in Francia. In Italia siamo pronti?
«Siamo prontissimi. Vorrei ricordare che il primo traghetto a gas naturale liquefatto lo abbiamo costruito noi, a Castellammare di Stabia per una compagnia canadese e abbiamo già unità di questo tipo in portafoglio».

 

Già, Castellammare. L'altro giorno Il Mattino ha pubblicato qualche dettaglio del piano di ristrutturazione del cantiere. Via lo scalo, largo alle nuove tecnologie.
«A Castellammare come a Palermo e a Bari abbiamo il dovere di investire perché siamo rimaste una delle poche industrie del territorio. Castellammare è una di quelle città dove il cantiere si identifica con il luogo. Siamo ben consapevoli del ruolo che questo cantiere ha avuto e che avrà in futuro. Fincantieri a Stabia produrrà molto e rimarrà centrale per il gruppo. Così come lo sarà il cantiere di Palermo e quelli di tutti gli altri siti sparsi sul territorio nazionale. I lavoratori possono stare più che tranquilli a Castellammare come a Palermo abbiamo lavoro assicurato già per i prossimi dieci anni».

Non solo Italia. C'è Saint Nazaire, lo storico accordo, in via di perfezionamento, sottoscritto tra Italia e Francia, che assicura a Fincantieri il controllo e la gestione del cantiere Chantiers de L'Atlantique.
«Aspettiamo fiduciosi la decisione dell'Antitrust europea. Ormai è diffuso il pensiero che solo se siamo grandi ed uniti in Europa possiamo vincere le sfide globali. I cantieri di Saint Nazaire sono specializzati nella costruzione di grandi navi da crociera e navi militari di superficie. La collaborazione con la Francia verrà estesa anche all'ambito militare con la progressiva alleanza tra Fincantieri e Naval Group. Dall'integrazione tra i tre attori coinvolti emergerà, quindi, il leader mondiale nella realizzazione di navi complesse ad alto valore aggiunto, con ricavi annui totali di circa 10 miliardi di euro, un carico di lavoro di circa 50 miliardi, un portafoglio tecnologico all'avanguardia e una forte presenza in oltre 20 Paesi, che impiegherà 35.000 dipendenti diretti e un indotto in Europa stimato in oltre 120.000 persone». Ultimo aggiornamento: 15:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA