Neve a Napoli, come giustificarsi se si è assenti dal lavoro a causa del gelo

di Luca Cifoni

A casa per neve e gelo: perché le strade sono bloccate o comunque intasate, perché i trasporti pubblici vanno a singhiozzo o addirittura perché le condizioni meteo sconsigliano di uscire. Già, ma quale giustificazione possono usare, sul momento o il giorno dopo, i molti lavoratori che si sono trovati in questa situazione? Le vie sono sostanzialmente tre, spiega Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: «Molti contratti nazionali di lavoro, anche nel pubblico, regolamentano un monte ore di congedi o permessi retribuiti da fruire in occasione di eventi meteorologici eccezionali, come possono essere quelli che hanno colpito in questi giorni in particolare zone d'Italia in cui la neve è un evento raro e ci sono difficoltà oggettive come la limitazione dei trasporti». Al lavoratore però può essere chiesto di provare l'impedimento, perché anche in caso di scenario climatico avverso, la situazione di chi viene da fuori o deve attraversare la città non è la stessa di chi vive a pochi isolati dal posto di lavoro. In questo senso è consigliabile fare una comunicazione tempestiva al datore: sarà poi l'ufficio del personale a valutare il caso concreto.

Ma cosa succede se invece questa possibilità non è prevista dal contratto? «Se l'impossibilità di raggiungere il posto di lavoro è comunque oggettiva - chiarisce ancora De Luca - allora l'assenza può comunque essere giustificata e quindi anche se non viene retribuita non fa scattare un provvedimento disciplinare. Naturalmente per il dipendente c'è anche l'opzione discrezionale di ricorrere alle ferie». Nel 2012, a seguito di un'altra ondata di neve e maltempo in molte zone d'Italia il ministero del Lavoro rispondendo ad un interpello da parte di un sindacato ribadì questa impostazione, facendo però una distinzione specifica tra lavoro pubblico e lavoro privato. Nel primo caso ci può essere l'impedimento del lavoratore può risultare in modo automatico da un eventuale provvedimento di chiusura degli uffici pubblici: è il caso ad esempio di insegnanti e altri dipendenti delle scuole. L'obbligo di retribuzione in questa circostanza non è in discussione. L'azienda privata invece non è obbligata a chiudere anche in presenza di disposizioni che - ad esempio - vietino la circolazione ai mezzi sprovvisti di catene: ecco allora che è il lavoratore a dover motivare la propria assenza, per fruire dei congedi se disponibili.

Infine c'è un'ulteriore possibilità che in queste ore è stata adottata da alcune aziende con procedure organizzative più avanzate: permettere ai propri dipendenti di lavorare da casa, avvertendoli per tempo. Il che per inciso può risolvere almeno in parte anche il problema dei genitori-lavoratori che improvvisamente si ritrovano i figli a casa per la chiusura delle scuole.
Martedì 27 Febbraio 2018, 18:24 - Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 10:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP