Auto, cambiano ancora gli incentivi: i pochi spiccioli per le termiche dureranno pochissimo

Venerdì 7 Agosto 2020 di Giorgio Ursicino
Auto in stock in attesa di essere vendute
Evviva la pianificazione. Alla faccia dei piani strategici e strutturali. Prosegue la farsa incentivi, i bonus per aiutare l’importante mercato dell’auto. Invece di essere frutto di un progetto pensato, continuano a cambiare di ora in ora come fosse un argomento piovuto dal cielo. Con parziale soddisfazione del settore, ormai abituato a essere dimenticato o, addirittura, sbeffeggiato, l’altro giorno è partito, grazie agli emendamenti del decreto Rilancio, un nuovo “schema” che prevede gli aiuti ecologici per tutte le auto che emettono meno di 110 g/km di CO2.

L’iniziativa, ritenuta un buon compromesso fra le esigenze ecologiche e quelle di smaltire l’ingente stock dei concessionari, non aveva risorse sufficienti (sono quasi finite in pochi giorni), ma c’era la promessa del governo che, ai 100 milioni messi il primo agosto, sarebbero stati aggiunti altri 500 con il provvedimento al vaglio in questi giorni. Fin qui tutto “benino” ma, nel discutere, si sono di nuovo cambiate le carte in tavola non tenendo presente che qualcuno sulle decisioni del governo adegua quanto meno le strategie commerciali.

Per farla breve, il nuovo testo che può essere ancora cambiato ha aggiunto un’ulteriore fascia per dividere le vetture al di sotto dei 110 g/km che ricevono gli incentivi. La fascia fra 61 e 110 g/km è stata infatti divisa in due (61-90 e 91-110) e all’ultima, quella che offre più modelli, sono stati riservati solo 100 milioni con un bonus più basso per veicolo. Risultato: se il testo passerà così, gli aiuti per l’ultima fascia finiranno in fretta con la conseguenza di aiutare poco l’ambiente e quasi per niente il mercato.Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 16:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA