Auto elettrica come le bici: superbonus in base al reddito

Domenica 13 Settembre 2020 di Roberta Amoruso

A partire dal 2021 chi acquisterà un’auto elettrica potrebbe avere fino a 18.000 euro di superbonus, se rientra nella fascia Isee sotto i 30.000 euro. Proprio così. È appena terminata infatti la consultazione sulla proposta del Ministero dell’Ambiente presso imprese e cittadini per rimodulare in una prima fase quattro sussidi ambientali dannosi (Sad) dei sette complessivi esistenti, qualcosa che costa al nostro Paese 19,7 miliardi, per guidare la transizione ecologica dei settori interessati.

Ma è già partito la fase 2 delle valutazioni, con l’obiettivo preciso di arrivare a un pacchetto di norme da inserire nella prossima legge di Bilancio. Il risultato è destinato ad avere effetti importanti sui cittadini.

La cattiva notizia è per chi ha auto diesel, visto che dovrebbero gradualmente aumentare le relative accise fino a pareggiare nel 2030 quelle già previste sulla benzina. Ma la grande novità, positiva questa volta, riguarda l’ipotesi di un nuovo sistema di incentivi auto legati all’Isee. Tanto che chi ha un reddito Isee fino a 30.000 euro potrebbe contare su uno sconto fino a 18.000 euro sull’acquisto di un veicolo di categoria M1 nuovo, con prezzo inferiore a 50.000 euro IVA esclusa, oppure usato. A condizione che l’auto acquistata sia elettrica (e quindi abbia una quanttà digrammi di biossido di carbonio emessi per chilometro, CO2 g/km, tra zero e 30). E purché si rottami un auto Euro 0, Euro 1, Euro 2, altrimenti il bonus è dimezzato. Lo stesso incentivo scende a 9.000 euro anche nel caso si arriva alla più alta fascia di reddito. 

Ma si tratta solo di un esempio dell’incentivo più alto previsto dallo schema messo sul tavolo dal ministro Costa. Nella peggiore delle ipotesi, con un reddito Isee di terza fascia (ricompreso fra i 60.000 euro e i 100.000 euro) si potrà avere fino 3.000 euro acquistando un’auto con emissioni tra 31 e 60 grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro (quindi le auto ibride più virtuose) e rottamando un veicolo Euro 3, Euro 4, o Euro 5. In questo caso, scendendo nella prima fascia di reddito Isee, si può arrivare a 8.000 euro di incentivo. Certo, si tratta di un schema che potrà essere rivisto -non dimentichiamo le polemiche che hanno accompagnato gli ultimi incentivi con le risorse maggiori concentrati sui modelli elettrici più costosi - ma rimane comunque una svolta. Non si tratta infatti di un intervento spot, ma di una pacchetto decennale. 

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Come ha spiegato il ministro Sergio Costa «la finalità di questo cammino consiste nel riorientare risorse già attribuite ad uno specifico settore verso soluzioni “green”, senza incidere sui soggetti che ne beneficiavano, ma anzi rendendoli parte attiva di questo cambiamento». Questo lo spirito della prima proposta in campo, che riguarda anche altri tre Sad: la riduzione graduale degli sconti di accisa riconosciuti sul gas naturale per usi industriali e sui gas di petrolio liquefatti utilizzati negli impianti centralizzati per usi industriali, l’eliminazione dell’esenzione dall’imposta di consumo per gli oli lubrificanti impiegati nella produzione e nella lavorazione della gomma naturale e sintetica e l’aumento progressivo delle aliquote ridotte in favore delle Forze armate nazionali per i consumi di combustibile carburante.
 


Per quanto riguarda il gasolio, la proposta stabilisce un aumento progressivo dell’aliquota di accisa del gasolio ad uso autotrazione da realizzarsi a partire dal 1 gennaio 2021 (sarà di 628,5 euro per mille litri) e fino al 1 gennaio 2030. Al termine di tale periodo l’aliquota di accisa sul gasolio per autotrazione sarà uguale a quella attualmente prevista per le benzine, vale a dire a 728,4 euro per mille litri. 

Soltanto nel caso delle accise sul gasolio che sarebbero recuperate pareggiandoli con i consumi a benzina, si parla di circa 4,9 miliardi di gettito perduto per le casse dello Stato e che, nell’ottica illustrata da Costa, potrebbero essere utilizzati, appunto, per incentivare l’acquisto di veicoli elettrici. Per il ministro dell’Ambiente, si tratta più complessivamente di centrare un obiettivo «a saldo zero». Ma intanto un aiuto sostanzioso per rifinanziare fino al 2024 l’ecobonus auto già messo in campo dal Mise arriverà anche dal Recovery Fund. 
 

Ultimo aggiornamento: 18:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA