Banche dati e risorse, il mercato del lavoro nelle mani dei privati

Giovedì 11 Ottobre 2018 di Gigi Di Fiore

Quasi tutto il lavoro viene fatto online. Uffici bene arredati, ambienti accoglienti, niente resse di pubblico. È il mondo delle agenzie di somministrazione, le strutture che, di fatto, suppliscono ai limiti dei Centri per l'impiego. Gran parte della domanda e offerta di lavoro passa attraverso loro. Un'ottantina di società, grandi e medie, autorizzate dal ministero del Lavoro in tutt'Italia. A loro se ne aggiungono decine più piccole, a volte di carattere solo locale.

Anche a Napoli, città con circa 500mila disoccupati registrati nei Centri per l'impiego, lavorano le agenzie. In gergo, si autodefiniscono «player», mentre chi cerca lavoro diventa per loro una «risorsa umana». Il Manpower group è un colosso, in Italia dal 1994, con 250 uffici e 1500 dipendenti. La filiale napoletana, che si unisce a quelle di Pomigliano e Caserta, è in via Depretis. «Siamo leader nell'offerta di soluzioni strategiche per le aziende» dicono. E si spiega dalla storia: la società madre venne fondata addirittura nel 1948 negli Stati Uniti. Le registrazioni, gratuite, di chi cerca lavoro e allega curriculum e disponibilità a spostarsi sono tutte acquisite via computer. Quelle registrazioni finiscono per diventare enormi banche dati per la agenzie. I clienti, quelli che pagano a risultato ottenuto, sono le aziende. Incaricano le agenzie di trovare profili mirati di personale, le agenzie convocano, selezionano, in alcuni casi sono promotrici di corsi di formazione con l'obiettivo di dare ai clienti quello che cercano. Solo alcune affiancano le registrazioni via pc alla disponibilità a ricevere in sede lavoratori in cerca di occupazione.
 
«I lavoratori sono sacri - spiegano all'agenzia Humangest, che ha sedi a Caserta e Napoli - Da loro non prendiamo compensi, i clienti sono le aziende».

Certo, però, che ogni agenzia ha potenzialità e ricchezza maggiore se riesce ad incrementare il suo database di giovani e meno giovani in cerca di lavoro. Non tutti quelli che si registrano sono senza lavoro. Confermano all'agenzia veneziana Umana, sede napoletana al Centro direzionale, in attività dal 1994 con 130 filiali: «Ci sono anche lavoratori a tempo indeterminato, che cercano nuove motivazioni, vogliono cambiare città, non si sentono valorizzati dall'azienda e chiedono di cambiare. Li inseriamo nei database, in vista di possibili richieste che corrispondano ai loro profili e alle loro esperienze».

È il famoso contatto tra mondo delle imprese e mondo del lavoro: un'attività che i Centri per l'impiego pubblici non riescono a svolgere, oppressi da adempimenti burocratici e da difficoltà a gestire le banche dati informatiche. Lo ha confermato Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uil: «Le agenzie svolgono spesso di fatto attività di supplenza, anche se la loro attività è affiancata, in alcuni bandi regionali, ai Centri per l'impiego».

È il caso del piano «garanzie giovani Campania» che ha per obiettivo l'offerta di occupazione e la formazione giovanile. Nell'individuare chi può svolgere questo compito, nella delibera regionale si legge: «Gli operatori dei servizi per il lavoro sono autorizzati alla presa in carico dei giovani, a definire con i giovani i piani di intervento personalizzato e ad erogare i servizi per il lavoro. Rientrano in questa categoria i Centri per l'impiego e le Agenzie del lavoro autorizzate dal Ministero del Lavoro alla erogazione di servizi di somministrazione, intermediazione, reclutamento e ricollocazione, nonché iscritte nell'elenco degli operatori dei servizi per il lavoro, l'istruzione e la formazione accreditati dalla Regione Campania».

È il riconoscimento di un'attività, vigilata e autorizzata dallo Stato, che i privati svolgono nel mercato del lavoro. Non tutte le agenzie sono «generaliste», molte ricevono dalle aziende incarichi per coprire funzioni di alta specializzazione. Come la Randstad, ancora una volta una multinazionale. Nata nel 1960 in Olanda per iniziativa di due studenti, è in quattro Paesi compresa l'Italia. Il loro slogan è «il mondo del lavoro è la nostra anima e il nostro cuore». Ricevono richieste per profili manageriali di gestione e marketing.

«In passato le selezioni le facevano essenzialmente le aziende con i loro uffici personale - spiegano alla Humangest - Oggi, si afferma un sistema misto con le agenzie che avviano i primi colloqui per proporre una rosa di nomi su cui poi decidono i responsabili aziendali».

Il mondo delle agenzie di somministrazione fa scoprire un altro mercato del lavoro. Flessibile, in movimento. La Lavorint, agenzia che si definisce «leader nelle gestione delle risorse umane», vanta di avere 7500 imprese clienti. Propone anche offerte di lavoro tradizionali. Tra le ultime, su richiesta di aziende di Treviglio e Padova, la ricerca di cablatori e saldatori. In Campania, le sedi di agenzie sono una settantina. I fatturati non sono male, segno che la ricerca di lavoro e la formazione rendono. La milanese Gigroup denuncia un fatturato di 2 miliardi di euro. Sette sedi in Campania, è nota anche per sponsorizzare squadre di diversi sport, come il Milan nel calcio e la Virtus Bologna nel basket. Un mondo in movimento, che offre un'immagine diversa da quella statica dei Centri per l'impiego. E quasi tutti spiegano: «La nostra differenza con i Centri per l'impiego, con cui non siamo in concorrenza, è il valore aggiunto dei nostri database che valorizza il lavoratore e la sua storia». I dati da mettere in rete, vera spina dei controlli e delle frustrazioni dei Centri per l'impiego.

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