«Banche, l'amministratore guadagna
123 volte lo stipendio da impiegato»

Servono 123 anni a un dipendente di Intesa Sanpaolo per guadagnare la cifra incassata in un solo anno dall'ammnistratore delegato. E' quanto emerge da una analisi delle retribuzioni dei vertici bancari effettuata dall'ufficio studi del sindacato First Cisl (Federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario), il sindacato dei lavoratori delle banche, delle assicurazioni, della finanza, della riscossione e delle authority nato nel 2015 dall’unione di Fiba Cisl e DirCredito.

La nuova commissione d'inchiesta sulle banche parta dalla riflessione che fino a quando «le retribuzioni dei vertici restano correlate solo agli obiettivi reddituali ci sara sempre il rischio di pesanti pressioni commerciali sul personale per vendere prodotti finanziari che si rivelano nocivi per la clientela, dai bond subordinati ai diamanti» e che «un dipendente di Intesa Sanpaolo dovrebbe lavorare 123 anni per incassare quel che ha guadagnato nel 2018 il ceo Carlo Messina», afferma il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani.

«A un lavoratore di UniCredit - sottolinea ancora Colombani - serve mezzo secolo per uguagliare il compenso annuo dell'amministratore delegato Jean Pierre Mustier. Gli ad del Banco Bpm, Giuseppe Castagna, e di Ubi, Victor Massiah, hanno avuto il salario di una vita di lavoro di un impiegato del gruppo».

Nelle banche, aggiunge Colombani, «la sproporzione retributiva rimane alta, ma a preoccuparci e soprattutto il fatto che i compensi dei top manager continuano ad essere legati solo ai risultati quantitativi, mentre e necessaria una svolta moralizzatrice».

Secondo i dati elaborati da First Cisl, il banchiere più pagato resta il capo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che nel 2018, sommando tutte le varie voci retributive, incluso il fair value dei compensi in azioni, ha guadagnato quasi 5,7 milioni di euro, contro i 5,5 di un anno prima: sono poco più di 15.500 euro al giorno, mentre una figura media di Intesa Sanpaolo è pagata giornalmente 126 euro.

Tra i vertici delle cinque grandi banche italiane, il meno pagato è l'amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, che, per effetto della disciplina europea degli aiuti di Stato, ha avuto 489 mila euro contro gli 1,1 milioni del 2017, passando da 22,6 a 10,4 retribuzioni annue medie dei dipendenti del gruppo.

Gli aumenti maggiori sono stati registrati nel Banco Bpm: l'amministratore delegato Giuseppe Castagna ha avuto guadagni in crescita del 28%, da 1,8 a 2,3 milioni e i condirettori generali Domenico De Angelis (1 milione) e Salvatore Poloni (753 mila), presidente anche del Casl dell'Abi, hanno ottenuto incrementi rispettivamente del 17% e del 26%, mentre il presidente Carlo Fratta Pasini è rimasto fermo a quota 560 mila euro, pari a 10 retribuzioni medie dei dipendenti del gruppo.
 
Sabato 6 Aprile 2019, 18:14 - Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 09:14
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3 di 3 commenti presenti
2019-04-07 09:31:45
io non so con quali criteri si pagano questi stipendi,poi se la banca fallisce il povero impiegato resta con una mano davanti e una dietro mentre questi signori continuano a percepire guadagni oltre misura.
2019-04-06 19:05:07
E non contento truffa anche la gente piazzando i derivati.
2019-04-06 18:29:29
l importante e' che abbia 123 volte la responsabilità dell'impiegato.

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