Bce, Draghi: «Tassi fermi per il 2019»

di Antonio Pollio Salimbeni

BRUXELLES - «Quando ci si trova al buio si procede a piccoli passi, non si corre, ma ci si muove». Con queste parole Mario Draghi ha sintetizzato la svolta della banca centrale in quattro mosse, con le quali la Bce in pare spiazzando le attese - rafforza il sostegno all'economia in fase di preoccupante peggioramento anche se il rischio recessione viene giudicato «debole».

La prima mossa è questa: la Bce ha spostato dall'estate di quest'anno al 2020 il momento in cui potrebbe aumentare i tassi di interesse ufficiali. «Abbiamo deciso di lasciarli invariati e continuiamo ad attenderci che si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019», ha dichiarato alla stampa il presidente della Banca centrale europea. È la nuova forward guidance, l'indicazione prospettica sulle intenzioni future della Bce. La seconda mossa, conseguenziale alla prima, è lo slittamento della fine del programma di reinvestimento dei capitali rimborsati sui titoli in scadenza detenuti dalla Bce. Questo avverrà «per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà ad alzare i tassi di interesse di riferimento, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario».
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Venerdì 8 Marzo 2019, 11:00
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