Bonus ristrutturazioni al 110% esteso alle seconde case, tetto di due appartamenti

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Andrea Bassi
​Bonus al 110% esteso alle seconde case,

Manca poco più di una settimana. Poi l’ecobonus e il sismabonus al 110% entreranno ufficialmente in vigore. Ma le incertezze sulle due misure sono ancora molte. La prima deriva dal fatto che il decreto Rilancio, il provvedimento nel quale l’ecobonus è stato inserito, è ancora in via di conversione in legge.

I relatori del provvedimento, Luigi Marattin per Italia Viva, Fabio Melilli per il Pd e Carmelo Massimo Misiti per il M5S, stanno preparando una serie di emendamenti tra cui anche una modifica alle regole per l’ecobonus. La novità più rilevante dovrebbe essere l’estensione dell’incentivo del 110% anche per i lavori effettuate sulle seconde abitazioni (con esclusione di quelle di lusso). Ma l’intenzione, per evitare uno stress eccessivo per i conti pubblici, sarebbe quella di inserire un tetto massimo di due abitazioni per contribuente incentivabili con ecobonus e sismabonus al 110%.

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Entro il primo luglio, inoltre, sono attesi i decreti attuativi del Ministero dello sviluppo economico e la circolare dell’Agenzia delle Entrate con le disposizioni operative per accedere all’incentivo. Il decreto attuativo del ministero è praticamente pronto ed è stato inviato al Tesoro e all’Ambiente per acquisire il cosiddetto “concerto” dei due ministeri. L’intenzione del dicastero guidato da Stefano Patuanelli, sarebbe quello di non attendere il disco verde finale anche della Corte dei Conti prima di pubblicare il provvedimento. Molto attesa è anche la circolare dell’Agenzia delle Entrate che dovrà disciplinare il meccanismo della cessione del credito tramite lo sconto in fattura o l’intervento di un intermediario bancario. 

Una domanda centrale alla quale l’Agenzia è chiamata a rispondere è chi sarà responsabile se, una volta effettuato l’intervento, fosse stabilita dal Fisco la mancanza di requisiti per l’incentivo. Ossia, a chi dovrà bussare l’Agenzia delle Entrate per recuperare le somme: al condominio (e dunque ai singoli contribuenti) o all’impresa? Una questione non secondaria. Si starebbe anche ragionando se ammorbidire alcuni vincoli per rendere l’incentivo più fruibile, come l’obbligo di dover migliorare la prestazione energetica dell’edificio di almeno due classi. 

Ieri i relatori del decreto Rilancio hanno messo insieme un pacchetto di quaranta proposte di modifiche. Gli emendamenti, però, fino alla serata di ieri, non erano stati ancora depositati in Commissione bilancio perché ancora oggetto di verifica con il ministero dell’Economia. Oggi il ministro Roberto Gualtieri sarà in Commissione e intanto il suo vice, Antonio Misiani, ha annunciato che il decreto sulla Cig che dà la possibilità alle imprese di continuare ad usufruire dell’ammortizzatore seza interruzioni, sarà inserito nel decreto Rilancio con un emendamento. 
 


Tra le altre norme predisposte dai tre relatori c’è, per esempio, il riconoscimento del bonus da 600 euro per due mesi (aprile e maggio), anche ai «cargiver», ossia i familiari che si prendono cura di disabili. Viene poi inserita una riforma della governance della Simest, la società che assicura l’export, un aumento dei fondi per i patronati e per i Caf, i Centri di assistenza fiscale, e viene eliminato il tetto di 30 mila euro annui di investimento massimo nei Pir, i piani individuali di risparmio, uno strumento fiscalmente agevolato per raccogliere risparmio. Nel pacchetto di emendamenti dei relatori c’è anche una proroga di 12 anni delle concessioni agli ambulanti in scadenza al 31 dicembre di quest’anno.

La norma prevede anche che al fine di «promuovere e garantire gli obiettivi connessi alla tutela dell’occupazione, le Regioni hanno facoltà di disporre che i Comuni possano assegnare, su richiesta degli aventi titolo, in via prioritaria e in deroga ad ogni altro criterio, concessioni per posteggi liberi, vacanti o di nuova istituzione ove necessario, agli operatori, in regola con i requisiti prescritti, che sono rimasti esclusi dai procedimenti di selezione previsti dalla previgente normativa». Viene inoltre prevista una esenzione dalle imposte locali per le manifestazioni culturali. Tra le altre proposte di modifica c’è anche una proroga del divieto di protesti fino al 31 dicembre di quest’anno.

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