Bonus vacanze, cosa serve: app obbligatoria, si accede con Spid o carta d'identità elettronica

Giovedì 2 Luglio 2020 di Francesco Malfetano
Bonus vacanze, cosa serve: app obbligatoria, si accede con Spid o carta d'identità elettronica

Almeno 500 euro da spendere entro il 2020 per andare in ferie. Il bonus vacanze è un'occasione ghiotta per gli italiani al punto che nelle prime ore di validità, la richiesta è già stata inoltrata attraverso l'app Io da 146.000 nuclei familiari, come annunciato dal ministro Dario Franceschini. In pratica, in poche ore, una discreta quota di cittadini desiderosi di andare in ferie nonostante i problemi economici hanno compiuto l'acceso al proprio profilo digitale per richiedere allo Stato l'agevolazione destinata al pagamento di servizi offerti da imprese turistico-ricettive, agriturismi e bed&breakfast localizzati in Italia. Unica ulteriore condizione è infatti quella di avere un reddito Isee entro i 40mila euro.

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Il bonus in questo caso, ed esclusivamente se il nucleo familiare è di almeno 3 persone, ammonta a 500 euro. L'agevolazione invece cala a 300 con 2 persone a costituire il nucleo e 150 euro per i single. C'è però da tenere anche presente come solo l'80% del bonus si concretizzi in uno sconto immediato mentre il resto arrivi come detrazione con la dichiarazione dei redditi. In ogni caso prima che sia possibile accedere all'agevolazione le procedure da compiere sono diverse.

Dal canto delle strutture ricettive ad esempio, bisognerà verificare l'identità dell'ospite e la validità del suo bonus inserendo il codice univoco, il codice fiscale e soprattutto l'importo del corrispettivo dovuto all'interno di una procedura web dedicata nell'area riservata del sito internet dell'agenzia delle Entrate, accessibile con le ordinarie modalità di accesso ai servizi telematici dell'agenzia (Spid, Cie, Fisconline).  Dal lato del cliente invece, bisognerà dotarsi dello Spid o della carta d'identità digitale. Si tratta delle due funzioni 3.0 necessarie per accedere ad Io, l'app per i servizi pubblici. Una scelta quest'ultima che, ad uno sguardo un po' più approfondito, appare come una sorta di cavallo di Troia della digitalizzazione in salsa italiana. Uno degli spazi di manovra scelti dal ministero dell'Innovazione per guidare la propria missione.
 


Tuttavia l'operazione, al netto dell'ottimismo, potrebbe risultare più difficile del previsto. Spid infatti, il sistema di autenticazione nato nel 2013 e ormai da 7 anni visto come la chiave di volta per ripartire, ad oggi vanta appena 7 milioni di utenti attivi. Un dato scoraggiante che neppure il boom di richieste arrivato durante il lockdown - i numeri dicono che in 2 mesi si è fatto più di tutto il 2019 - è riuscito a risollevare, anzi. Al momento il risultato è che diversi operatori - il cui ruolo, peraltro, fino a qualche mese fa sarebbe dovuto essere spazzato via in favore dell'autenticazione di Stato - non riescono a garantire le nuove iscrizioni. I vari Lepida e Sielte, dopo oltre un mese dal primo contatto e dall'inserimento dei documenti non danno risposta agli utenti, rimandando a successivi contatti. D'altro canto, per ovviare c'è anche l'opzione CiedID, vale a dire la carta d'identità elettronica. Questa però, al pari dello Spid, è ancora poco diffusa e, ad oggi, si trova nei portafogli di appena il 20% degli italiani (circa 15 milioni di cittadini). In pratica, nonostante le buone intenzioni, il bonus vacanze rischia di non essere per tutti.

Ultimo aggiornamento: 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA