Buoni pasto: la guerra dei ribassi vinta dai colossi francesi

di Francesco Pacifico

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A giugno circa centomila lavoratori italiani si sono ritrovati con della carta straccia al posto dei loro buoni pasto. La società che li emetteva, la Qui Ticket di Genova, aveva smesso da mesi di versare il dovuto a bar, ristoranti, supermercati, spacci aziendali. Cioè a tutti gli esercenti che - fidandosi di quello che era il primo gruppo italiano del settore - avevano fornito pasti caldi o la spesa. I quali, di conseguenza, hanno smesso di accettarli. Risultato? «È come se ci avessero tolto almeno cento euro nette in busta paga», denuncia Laura, segretaria in un ufficio.

Tanto è bastato per gettare più di un'ombra sul più utilizzato e amato strumento di welfare aziendale: il buono pasto. Talmente di uso comune - come dimostra il giro d'affari da 3 miliardi di euro - che è diffuso con le stesse percentuali in tutte le parti d'Italia. Al Centro siamo al 59 per cento, nel ricco Nord Est e nel più debole Sud al 54, con il Nord Ovest che chiude la classifica al 45 per cento. Eppoi talmente entrato nell'economia domestica degli italiani, che il 60 per cento li accumula per fare la spesa settimanale.
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Sabato 1 Settembre 2018, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 01-09-2018 16:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-09-01 21:22:55
I buoni pasto sono una delle più grandi camorre legalizzate nella storia d'Italia, tutta a carico del contribuente lavoratore autonomo che è costretto a donare allo stato il 55% dei propri guadagni. Ancora complimenti, eh.
2018-09-01 10:19:49
Un altr´arte di mantenere il business evasivo, paragonabile al sistema dei parcheggiatori abusivi. Il comune sputa su 2 milioni circa di incassi al mese, e sui ticket dei "pasti?" societá che impongono la quantitá e la qualitá. solo in Italia esiste un sistema del genere roba da comunisti di stalin.
2018-09-01 08:19:29
un altra cosa che non capisco. Perchè il mio datore di lavoro mi deve dare dei soldi passando per delle società private che lucrano sulla mia merenda. Bo?
2018-09-01 12:13:41
perchè il tuo datore li scarica li paga almeno il 20% in meno del valore nominale ma alla fine l'esercente ci rimette dal 15 al 20% quando non rischia di perdere tutto. sarebbe il caso di metterci le mani come governo per vederci bene. diamo la possibilità in busta paga di scaricare la voce buoni pasto al datore di lavoro e mettiamoli nello stipendio senza tassarli. si evita un passaggio che costa tanto e si evitano di trovare imprenditori che vantano crediti mai più esigibili. meditate 5 stelle meditate.
2018-09-01 12:30:12
sono piena...mente d'accordo nel tuo post hai fotografato esattamente la problematica legata ai buoni pasto..complimenti!!

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