Def, calo delle tasse graduale per famiglie e imprese

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di Luca Cifoni e Michele Di Branco

Un documento all'insegna del realismo. Ma senza rinunciare alla speranza di una accelerazione entro fine anno e ad alcuni accenni, per quanto generici, alle cose da fare, compresa la flat tax per i nuclei familiari. Il governo è al lavoro per mettere a punto il Def, il tradizionale documento di economia e finanza con il quale Palazzo Chigi e ministero dell'Economia descrivono la strategia e le previsioni economiche dei prossimi anni. Il sogno di una crescita dell'1%, accarezzato fino allo scorso dicembre, è stato spazzato via dalla realtà dei numeri ed il Paese viaggia intorno allo 0,1%. Di questo andamento tendenziale si terrà ovviamente conto nel documento, ma fonti alle prese con il dossier fanno notare che nella seconda parte del 2019 l'economia potrebbe ricevere una spinta, soprattutto per effetto di due provvedimenti (decreto crescita e sblocca cantieri) che stanno per essere avviati.

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LA STIMA
Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, punterebbe così ad indicare una crescita programmatica dello 0,2%. Una stima giudicata però eccessivamente prudente dalla maggioranza giallo-verde che si spinge a ipotizzare un più ottimistico 0,4%. Il punto di caduta tra le due visioni potrebbe così essere fissato sullo 0,3%. Non molto, ma in tempi di vacche magre sempre meglio di quanto prefigura l'Europa. «Ora sappiamo che la nostra previsione economica d'inverno era solo dello 0,2% e potrebbe anche essere più bassa quando le previsioni verranno aggiornate nel prossimo maggio» ha avvertito la scorsa settimana il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. Bruxelles non sembra comunque affatto intenzionata e reclamare alcuna manovra correttiva, ma il governo appare ormai pronto a riconoscere che il deficit tornerà a salire fino al 2,4%, curiosamente proprio il valore sul quale, solo qualche mese fa, il governo aveva fatto una vera e propria battaglia con l'Ue riuscendo a spuntare un più basso 2,04%. Ma il disavanzo strutturale, ovvero considerato al netto degli effetti del ciclo economico, resterebbe stabile o potrebbe addirittura migliorare di uno 0,1%

LE SPESE
Per questa ragione, l'Italia sarà costretta a congelare i due miliardi di maggiori spese che il governo aveva ipotizzato di poter spendere e che l'Ue aveva richiesto a garanzia. Quanto al debito pubblico, nel Def si prenderà atto che il cattivo quadro generale spingerebbe in alto, fino alla soglia del 133%, il passivo. Ma nel documento sarà inserito un riferimento a dismissioni immobiliari e privatizzazioni capaci di abbassare, negli anni a venire, il debito.
Uno dei temi caldi è appunto quello fiscale. Lega e 5 Stelle sono concordi nel voler mettere, all'interno del documento, un riferimento all'intenzione di ridurre progressivamente il carico delle tasse su famiglie e imprese. Ma mentre il Carroccio punterebbe a rendere esplicito l'impegno, da parte del governo, di introdurre una Flat Tax con una sola aliquota almeno per i nuclei familiari, cavallo di battaglia leghista, i pentastellati, confortati anche dalla posizione del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, preferirebbero una formulazione più generica in modo da tenersi le mani libere per il futuro in modo da rimandare l'eventuale discussione sulla riforma fiscale a settembre. Alla fine comunque il tema troverà posto nel testo, per quanto in forma sfumata, con l'indicazione di ridurre la pressione fiscale anche per le famiglie, semplificando l'attuale sistema. Va ricordato che il documento di economia e finanza non è una legge, ma un documento programmatico, che contiene indicazioni generali sulle scelte di politica economica per gli anni successivi, insieme al quadro economico-finanziario in cui quelle scelte andranno inserite. Non c'è nemmeno la necessità di indicare in modo specifico il costo atteso per le singole misure in cantiere. Le scelte più stringenti si fanno sempre in autunno, quando il governo dovrà davvero decidere come regolarsi con gli aumenti dell'Iva: nel Def sarà espressa genericamente la volontà di non farli scattare.

GLI INCENTIVI
La discussione sul punto è piuttosto accesa tra i due alleati di governo. Non è un caso che il vicepremier, Luigi Di Maio, abbia più volte ribadito in tema di fisco la necessità di avviare incentivi economici per la famiglia sul modello Francia: ad esempio sconti sui pannolini, sulle spese per la baby sitter e come punto di arrivo un sistema fiscale basato sul cosiddetto quoziente familiare.
 
Lunedì 8 Aprile 2019, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 08-04-2019 08:00
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