Brexit, c'è la prima bozza dell'accordo. Ma è scontro sulla questione irlandese

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La prima bozza per l'accordo sulla Brexit è stata presentata oggi dal capo negoziatore di Bruxelles Michel Barnier. Si tratta, ha detto, del «progetto di testo sull'accordo di recesso adottato dal collegio dei commissari Ue, e che dovrà essere approvato dai 27 Stati e dal Parlamento europeo, prima di essere messo sul tavolo negoziale col Regno Unito». Ma sul testo è già scontro con il Regno Unito sulla questione irlandese.

Bruxelles suggerisce "un'area comune" per risolvere il problema delle frontiere irlandesi. In un protocollo separato, rispetto alla bozza dell'accordo di recesso, la Commissione europea ha presentato una delle tre opzioni possibili per risolvere la questione delle frontiere irlandesi, il cosiddetto 'backstop', accrescendo il pressing su Londra. L'opzione prevede che il Regno Unito mantenga pieno allineamento con le regole comunitarie del Mercato interno e dell'Unione doganale e sostenga la cooperazione tra Nord e Sud e l'economia dell'intera isola.

La proposta dell'Ue sui confini irlandesi, con la prospettiva di inserire la sola l'Irlanda del Nord senza il resto del Regno in «un'area comune» allineata alla normativa europea, è irricevibile poiché «violerebbe l'integrità costituzionale» del Regno Unito, ha detto la premier Theresa May durante il Queston Time di oggi alla Camera dei Comuni in risposta alle affermazioni di Michel Barnier. «Nessun primo ministro britannico potrebbe mai essere d'accordo», ha tagliato corto May.


«È un momento cruciale del negoziato» sulla Brexit, «che vogliamo concludere positivamente», ha sottolineato Barnier. Ma «se vogliamo che questi negoziati siano un successo dobbiamo accelerare. Il 30 marzo 2019, tra 13 mesi, il regno Unito non sarà più un Paese dell'Unione e dobbiamo organizzare» questa uscita «in modo ordinato. I tempi sono stretti tra oggi e l'autunno prossimo, quando dovremmo chiudere questo accordo per avere poi i tempi per le ratifiche necessarie». «Permangono divergenze importanti» col Regno Unito «sul periodo di transizione. Le principali riguardano il trattamento dei cittadini, e l'applicazione delle norme europee, che devono essere le stesse per tutti, anche in questo periodo. Oltre a questo ci sono poi anche altri punti di disaccordo. La transizione non è un dato acquisito. Per questo è importante che la prossima tornata negoziale si occupi di questo».


«Dobbiamo essere pronti» anche all'insuccesso di trovare un accordo sulla Brexit «e prepararci a qualsiasi scenario. Si tratta di un lavoro, che viene portato avanti dal segretario generale della Commissione Alexander Italianer, che prepara questo piano di emergenza», ha detto ancora Michel Barnier. «È un lavoro che implica grande precisione e concertazione. Immagino che anche sul fronte britannico ci sia voglia di prepararsi a tutti gli scenari. Ma non è l'opzione su cui lavoro io. Io lavoro per un recesso ordinato».
Mercoledì 28 Febbraio 2018, 14:41 - Ultimo aggiornamento: 01-03-2018 22:35
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