Eni socio degli Emirati nelle super raffinerie: accordo da 3,3 miliardi

Lunedì 28 Gennaio 2019 di Michele Di Branco
Un investimento da 3,3 miliardi di euro con l'obiettivo di estendere il proprio mercato e di aumentare la capacità di raffinazione. Eni firma un accordo con l'azienda emiratina Adnoc, rilevando il 20% delle quote di Adnoc Refining. Adnoc ha annunciato contestualmente di aver ceduto a OMV la quota del 15% di Adnoc Refining, restando così titolare del 65% delle partecipazioni. Adnoc, Eni e OMV hanno concordato di costituire una Joint Venture dedicata alla commercializzazione dei prodotti petroliferi con le medesime quote azionarie stabilite per Adnoc Refining. La Joint Venture esporterà a livello internazionale i prodotti di Adnoc Refining, per un volume pari al 70% della produzione complessiva. Le forniture domestiche nell'ambito degli Emirati Arabi Uniti continueranno a essere gestite da Adnoc.
 
Il perfezionamento dell'operazione è condizionato al verificarsi di alcune condizioni sospensive, inclusa l'autorizzazione da parte degli Emirati Arabi Uniti a altre autorità regolatorie. Un passaggio che fonti alle prese con il dossier considerano poco più che formale. Per Eni si stratta di un passaggio strategico importante. Adnoc Refining opera con tre raffinerie, situate nelle aree di Ruwais (Ruwais East e Ruwais West) e Abu Dhabi (Abu Dhabi Refinery), con una capacità di raffinazione complessiva che supera i 900 mila barili al giorno. Il complesso di raffinazione di Ruwais è il quarto a livello mondiale in termini di capacità produttiva e garantisce un elevato livello di conversione grazie all'adozione delle migliori tecnologie disponibili e di uno schema di processo a elevata conversione. Il complesso industriale ha già dimostrato di avere un margine di raffinazione, grazie a importanti vantaggi competitivi in termini di integrazione, economie di scala, complessità ed efficienza degli impianti, vicinanza ai giacimenti upstream (che forniscono il greggio e l'alimentazione di gas naturale) e posizione baricentrica rispetto ai mercati orientali e occidentali. Inoltre, è stato già definito un piano di sviluppo per aumentare la competitività del complesso attraverso l'incremento della flessibilità della selezione di greggi processabili e dell'efficienza energetica. Eni contribuirà allo sviluppo tecnologico degli impianti, avendo già maturato, nelle proprie raffinerie europee, un'ampia esperienza nella gestione dei processi utilizzati da Adnoc Refining (cracking catalitico a letto fluido, hydrocracking, conversione e desolforazione dei residui e cocking) e nelle azioni di ottimizzazione volte a massimizzare il margine dei barili raffinati.

L'operazione consentirà a Eni di rafforzare ulteriormente il proprio business di raffinazione, riducendo l'obiettivo relativo al breakeven del margine di raffinazione del 50%, a circa 1,5 dollari al barile. «Si tratta di un grande risultato ha commentato il premier Giuseppe Conte, presente ad Abu Dhabi frutto delle avanzate tecnologie e delle elevate competenze sviluppate da una nostra azienda». Occorre ricordare che Eni è presente nel settore upstream degli Emirati Arabi Uniti da marzo 2018, quando si è aggiudicata da Adnoc il 10% delle concessioni di Umm Shaif e Nasr e il 5% di quella di Lower Zakum, seguite nel novembre dello stesso anno dall'assegnazione del 25% della concessione di Ghasha, mega progetto offshore di Adnoc. Ultimo aggiornamento: 13:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA