Debito, Italia a rischio procedura Ue: oggi il verdetto. Un mese per mettersi in regola

Mercoledì 5 Giugno 2019 di Antonio Pollio Salimbeni
Debito, Italia a rischio procedura Ue: oggi il verdetto. Un mese per mettersi in regola

L’attesa è che oggi la Commissione europea faccia il primo passo che potrebbe portare tra qualche settimana all’apertura di una procedura contro l’Italia per aver violato la regola che prescrive la riduzione del debito pubblico nel 2018. Questo se effettivamente l’esecutivo guidato dal Jean Claude Juncker considererà che la procedura, appunto, «è giustificata» e se il governo italiano non avvierà conseguentemente un negoziato con Bruxelles per rimediare al rischio di deriva dei conti pubblici.

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Non ci sono state né conferme né smentite da parte della Commissione, che non si pronuncerà ufficialmente fino a quando i 27 commissari più il presidente non prenderanno formalmente la decisione. Tuttavia, c’è il semaforo verde dei lorocapidi gabinetto. Il momento è delicato perchéda un latoc’è sempre più insofferenza inmolte capitali e a Bruxelles per le politiche del governo italiano in collisione con le regole Ue: emerge con forza un problema di fiducia verso l’Italia come partner, fiducia che almomento è aiminimi. Dall’altro lato ci si rende conto dei rischi connessi a nuove tensioni politiche con i massimi esponenti del governo italiano non dovesse l’Italia superare la fase dei veleni tra Lega e Cinquestelle. E se si profilasserocrisi di governo e ricorsoalleurne.

POSTA IN GIOCO In gioco non c’è solo il debito/Pil 2018, quando è aumentato a 132,2% da 131,4% nel 2017. Il fatto è che continuerà ad aumentare. Secondo i calcoli Ue passerebbe, senza nuovi interventi, a 133,7% del Pil quest’anno e a 135,2% nel 2020. Poi, per quantoconcerne il 2020,c’è il grande interrogativo di una manovra finanziaria che potrebbe arrivare a una quarantina di miliardi se dovessero essere rispettati gli impegni vecchi, compresa la sostituzione dell’aumento dell’Iva e lo sforzo di correzione dei conti secondo il pattodi stabilitàUe, enuovi (la riduzione delle imposte). Se effettivamente la Commissione concludesseche una procedura contro l’Italia è giustificata, il primo vaglio tecnico-politico sarebbe entro 15 giorni: toccherebbe al Comitato economico e finanziario Ue, in cui sono rappresentanti i ministeri delle finanze, valutare la questione. Il 13 e il 14 giugno si riuniranno a Lussemburgo i ministri del Tesoro e quella sarà un’occasione per capire qual è l’orientamento dei governi.

L’Ecofin deve prendere una decisione sull’eventuale proposta della Commissione di aprire la procedura entro ilprimo agosto, cioè entro 4mesi dalla pubblicazione Eurostat del dato sul debito. Fra oggi e il primo agosto ci sarebbero vari passaggi e adozioni di atti e documenti (opinioni e raccomandazione finale) fra Commissione edEcofin.Ma l’ultima riunione deiministri finanziari europei prima della pausa estiva è fissata il9 luglio,quindièquella la data buona. In sostanza, se sarà seguito questo percorso, c’è tempo per negoziare e trovare un rimedio e, di conseguenza, non far scattare laprocedura.Rimediocheconsisterebbe con ogni probabilità in una manovradicorrezionedeicontigià quest’anno.

Il commissario Moscovici ha parlato esplicitamente delle necessità di una manovra. Secondo le stime Ue quest’anno c’è un peggioramento del deficit strutturale (al netto di misure una tantum ed effettidelciclo economico)pariallo 0,2%delPil,circa3,5miliardi. Se il Comitato economico e finanziario non dovesse concordare con la Commissione, la pratica si arenerebbe. Ci si trova nella stessa situazione di ottobre e novembre scorsi, quando sul tavolo c’erano la bocciatura del progetto di legge di bilancio e il rapporto sul debito. Allora l’Italia si trovò completamente isolata.

Attualmentenonci sono segnali che abbia degli alleati, tuttavia occorrerà vedere l’esito della discussione tra gli ‘sherpa’ dei ministeri,chepotrebberoriunirsi anche prima della riunione dell’Eurogruppo del 13 giugno. Dunque, lo spazio per un confronto Bruxelles-Roma ci sarebbe, grossomodo 4-5 settimane. Il problema, se aquesta situazione si arriverà, è volerlo usare. IlcommissarioMoscoviciha indicato qual è la sua linea: «Dialogo, dialogo, dialogo». Però sotto rischiodiprocedura.

Ultimo aggiornamento: 11:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA