Fascicolo elettronico del cittadino, cosa è: tutti i servizi accessibili con un pin unico

Martedì 21 Gennaio 2020 di L.Ram.
Arriva il Fascicolo elettronico del cittadino: tutti i servizi accessibili con un pin unico
ROMA Dalla seconda settimana di marzo» tutti i servizi che offre il ministero del Lavoro saranno accessibili attraverso Spid, il cosiddetto pin unico. Lo annuncia la titolare del Lavoro, Nunzia Catalfo. Ma si va anche oltre: «Stiamo lavorando con la ministra Pisano al Fascicolo elettronico del cittadino, che parte dall'identità digitale, racchiudendo tutto ciò che lo riguarda: le competenze, il percorso lavorativo, i servizi sociali, fino alla pensione». Si tratta di mettere insieme dati anagrafici e informazioni su lavoro e formazione. Sarebbe un passo avanti nella prospettiva della digitalizzazione rispetto al Fascino elettronico del lavoratore.

«Al suo interno ci sarebbero le informazioni che riguardano il percorso scolastico, le certificazioni delle competenze, acquisite in ambito formale e informale», oltre a quelle lavorative e previdenziali. Quindi, sottolinea la ministra, «un accesso unico che potrà essere usato dal cittadino, in un'ottica di semplificazione, dalle imprese e dagli operatori, ovviamente con grado di accesso ai dati, per migliorare anche l'inserimento nel mondo del lavoro, collegandoci anche alla piattaforma cui stiamo lavorando con Pisano e Anpal per l'incrocio di domanda e offerta di lavoro».

LE FASCE DI POPOLAZIONE
La ministra del Lavoro ha poi parlato anche di previdenza, indicando che il governo sta studiando un sistema di incentivi alle assunzioni dedicato alle aree più critiche del Paese, il Mezzogiorno, e alle fasce di popolazione a rischio emarginazione, le donne. Catalfo sta mettendo a punto le misure con il collega Giuseppe Provenzano. La formula è quella dello sgravio contributivo. Sconti che siano «un po' più importanti, non solo di 12 mesi», è l'idea a cui sta ragionando. Sulla reintroduzione dell'articolo 18 prevale la cautela, ma comunque la titolare del Lavoro apre a un ritocco per dare «maggiori tutele».

Sul fronte caldo della riforma pensionistica, si chiarisce come l'obiettivo dell'esecutivo sia rendere il sistema flessibile, con un impianto in grado di superare le sperimentazioni. Insomma, è il messaggio, è giunto il momento di varare interventi strutturali. In realtà è già da qualche tempo che si parla di aiutare l'occupazione femminile e di un piano per il Sud a 360 gradi. Ridurre il costo del lavoro per chi decide di assumere funzionerebbe, gli esoneri che hanno accompagnato il Jobs act «hanno consentito le trasformazioni dal rapporto a tempo determinato a tempo indeterminato di molti», riconosce la ministra pentastellata. Ma il problema è che «si trattava di una tantum», sottolinea. Ultimo aggiornamento: 09:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA