CORONAVIRUS

Caso Fca: in cantiere altri 2,5 miliardi di prestiti Sace a Benetton, Maire, Alpitour e Unieuro

Martedì 19 Maggio 2020 di Rosario Dimito

I prestiti modello Fca fanno proseliti. Il gruppo Benetton sta istruendo pratiche fino a 1,7 miliardi presso grandi banche italiane e francesi, ma anche Maire Tecnimont, Alpitour, Unieuro e probabilmente Artsana hanno dossier aperti su finanziamenti garantiti da Sace. Nei nuovi prestiti per circa 2,5 miliardi complessivi, c’è sempre Intesa Sp in prima fila. Come per Fca Italy anche gli altri prestiti finanziano le filiere produttive per far arrivare liquidità per le attività e gli stipendi dei dipendenti.

Del finanziamento di Intesa Sp a Fca per 6,3 miliardi è tutto noto, comprese le polemiche e speculazioni politiche da cui emerge però che il ministro del Tesoro Roberto Gualtieri ha ottenuto garanzie sul mantenimento della presenza produttiva in Italia riguardo l’occupazione. Anche i Benetton sono costretti a bussare a nuova liquidità, specie per sostenere Autostrade per l’Italia, schiacciata da un lato dalle minacce di revoca della concessione e dall’altra dalle conseguenza del Covid-19 in termini di traffico e consumi. Così sei grandi banche sono al lavoro su quattro finanziamenti distinti ad altrettante società della galassia di Ponzano. 

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​Le banche coinvolte sono Intesa Sp, Unicredit, Banco Bpm, Ubi, Bnp Paribas, Natixis. C’è innanzitutto il finanziamento per Aspi che ammonta a 1,250 miliardi che, come si diceva deve surrogare la diminuzione di risorse del business. Il traffico è sceso di oltre il 70%, il gruppo ha dovuto mettere in cig 1.500 persone e a soffrirne è stata non solo la società che gestisce 3.020 chilometri di autostrade in Italia ma anche Autogrill che opera con oltre 200 punti vendita.

Le banche stanno costruendo una linea di credito di 250 milioni a Adr, la società che gestisce gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino ed anch’essa penalizzata dal forte calo del traffico aereo. Ancora ci sono 100 milioni in arrivo a Pavimental che opera nel settore della costruzione e manutenzione delle pavimentazioni stradali e aeroportuali ed è stata coinvolta nelle inchieste sul crollo del Ponte di Genova. Infine le sei banche potrebbero anche concedere 100 milioni ad Autogrill che, come si diceva prima, a causa del Covid, ha perso 190 milioni di ricavi.

Quattro banche sono al lavoro su un altro finanziamento modello Fca. Intesa Sp, Unicredit, Banco Bpm e probabilmente Cdp potrebbero presto deliberare un prestito Sace di 374 milioni a favore di Maire Technimont, gruppo societario italiano attivo nel settore ingegneristico, tecnologico ed energetico, con competenze specifiche nell’impiantistica, nella chimica verde e nello sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Il gruppo in questa fase di emergenza ha puntato a proteggere la sicurezza e la salute delle persone e dei clienti, e limitare la diffusione del virus.

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Attualmente, circa 5.000 persone in tutto il mondo appartenenti ai centri di ingegneria di Milano, Roma, Mumbai (India), Mosca (Russia), Sittard (Paesi Bassi), Braunschweig (Germania), Houston (USA) continuano a svolgere il loro lavoro da casa, coordinandosi con i team di progetto multilocalizzati. Tutto questo è stato possibile grazie a una strategia operativa volta a realizzare la remotizzazione e la virtualizzazione dei processi principali (attraverso la “Digital Advantage Smart Platform”), con grandi investimenti in cloud computing e suite hardware e software all’avanguardia.
 
La nuova linea di credito è di un importo al limite di una procedura complessa di cui invece necessitano altre operazioni più rilevanti.

Infine sempre le grandi banche stanno valutando altri tre finanziamenti minori destinati alla garanzia Sace. Alpitour, tour operator che dal 2012 è dei fondi di private equity Wise Sgr e J. Hirsch & co., a cui si affiancano altri soci finanziari tra cui Network Capital Partners, è penalizzata dallo stop degli spostamenti che ha mandato al tappeto l’industria del turismo. Che potrebbe ripartire dal 3 giugno quando ci si potrà spostare liberamente tra regioni e tra gli stati Ue. Per sopperire a questa stasi operativa le banche potrebbero concedere fino a 180 milioni che poi verrebbero garantiti da Sace.
 


La pandemia, bloccando a casa le persone e paralizzando i consumi, non poteva non ripercuotersi anche su Unieuro, principale catena di elettronica di consumo ed elettrodomestici in Italia per numero di negozi (oltre 500 in tutta Italia). Nonostante questo il gruppo ha messo in sicurezza i suoi dipendenti e ha donato 2 mila smartphone: 1.000 per gli ospedali dell’Emilia Romagna e un’ulteriore donazione di oltre 1000 device con sim, destinati a ospedali e case di cura per anziani nelle aree più colpite dall’emergenza. I grandi istituti potrebbero dare liquidità a Unieuro per 100-150 milioni.

Anche Artsana ci sta pensando a ricorrere al canale bancario. La società del gruppo Investindustrial che opera con i marchi Chicco, Pic Solution e successivamente Control, ed è attiva nella distribuzione di prodotti sanitari e per l’infanzia, potrebbe chiedere 50 milioni.

Ultimo aggiornamento: 18:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA