Fca, lo sciopero della Fiom fa flop: operai al lavoro senza straordinario

Domenica 10 Marzo 2019 di Pino Neri
Niente da fare, la Fiom non ce l'ha fatta. I numeri non hanno consentito al sindacato guidato da Francesca Re David di mettere a segno la seconda ondata di astensioni dopo quella della scorsa settimana. Ieri, dunque, la Fca ha potuto varare senza intoppi l'aumento dei turni pagati in regime ordinario, come previsto dal contratto specifico aziendale firmato da Fim-Cisl e Uilm-Uil ma non dalla Fiom-Cgil. Quest'ultima sigla, infatti, non è riuscita a coinvolgere un numero sufficiente di lavoratori dopo la raffica di astensioni portate a termine con successo tra il 27 febbraio e il primo marzo. Astensioni che avevano poi indotto l'azienda a chiudere la fabbrica nella mattinata di lunedì scorso a causa della mancata produzione, da parte del reparto presse, dei componenti in grado di rifornire la catena di montaggio.
 
Ieri si è consumata una sorta di rivincita da parte della Fca e dei sindacati firmatari degli accordi. Questo perché a causa della insufficiente partecipazione di lavoratori alle assemblee della Fiom, tra venerdì notte e ieri mattina, i metalmeccanici della Cgil alla fine hanno deciso di non proclamare più scioperi, almeno in questa fase. Il primo sabato di lavoro aggiuntivo pagato in regime ordinario è quindi trascorso senza ostacoli. Dall'alba di ieri si è lavorato regolarmente.

L'ultima assemblea è stata tenuta dalla Fiom ieri pomeriggio, dalle 16 alle 18. Ma anche in questa occasione non ne è scaturito nulla sotto il profilo della conflittualità. Risultato, la Fca ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Le produzioni sono state regolari e per il momento è stato possibile fronteggiare in modo tutto sommato agevole l'improvviso picco delle vendite della Panda, che aveva determinato la decisione di programmare l'undicesimo e il dodicesimo turno (sabato dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22) in quasi tutti i reparti dell'impianto e il diciottesimo ed eventuale ventunesimo turno nel reparto presse (sabato e domenica dalle 22 alle 6 del mattino successivo ). Una decisione che la scorsa settimana aveva fatto esplodere i malumori proprio dei 400 operai delle presse, costretti ora a un forcing obbligatorio e senza lo straordinario. Malumori che erano stati subito fatti propri dalla Fiom con la proclamazione di quattro scioperi consecutivi. Astensioni che però ieri non è stato possibile ripetere.

«Noi non scioperiamo tanto per scioperare eccepiscono però i metalmeccanici della Cgil noi la scorsa settimana abbiamo appoggiato la decisione dei lavoratori di astenersi dalle prestazioni. Gli operai ritengono ingiusto che ci si debba massacrare con un aumento di turni pagati in modo ordinario. Comunque venerdì sera e ieri gli operai sono stati messi sotto pressione sia dai sindacati firmatari che dalla stessa azienda per cui tra loro è serpeggiato il timore di subire reazioni sgradevoli nel caso di un ulteriore sciopero».

Ma i sindacati firmatari forniscono un'analisi diversa. «La Fiom ha fatto flop perché è lontana dai veri problemi dei lavoratori rintuzza Biagio Trapani, segretario generale della Fim-Cisl di Napoli . Il suo modo di rappresentare le maestranze di Pomigliano è ancora legato a vecchi schemi superati dal tempo. E se il mondo del lavoro, nonostante la Fiom, va avanti lo stesso chiediamo ai metalmeccanici della Cgil un deciso cambio di mentalità. Un sindacato responsabile conclude Trapani è quel sindacato che, invece di inseguire populisticamente i malumori dei lavoratori, fa scelte precise per il bene dei lavoratori stessi. Scelte che comunque vanno preventivamente spiegate alle maestranze». © RIPRODUZIONE RISERVATA