Ferrari stacca cedola di 194 milioni di euro:
ok al dividendo di 1,03 euro ad azione

Via libera al bilancio 2018 della Ferrari. L'assemblea dei soci ha approvato anche la proposta del cda di distribuire un dividendo di 1,03 euro per azione ordinaria, pari a circa 194 milioni di euro. I soci hanno anche votato a favore della nomina di John Elkann quale amministratore esecutivo della società. Elkann, già del cda di Ferrari, fino a quando Sergio Marchionne era presidente e amministratore delegato (i soci in suo ricordo hanno osservato un minuto di silenzio), era un amministratore non esecutivo. Con il cambio al vertice, seguito alla morte di Marchionne nel luglio 2018, è stato nominato amministratore delegato Louis Camilleri e John Elkann presidente. Tuttavia, fino a oggi Elkann risultava ancora un amministrativo non esecutivo. L'assemblea ha anche confermato il ruolo di amministratore esecutivo per lo stesso Camilleri.
La data di legittimazione a percepire il dividendo (record date) sarà il 24 aprile 2019 per le azioni ordinarie negoziate sia presso Borsa italiana sia presso il Nyse negli Stati Uniti e il dividendo sarà posto in pagamento il 2 maggio 2019. Agli azionisti che, alla record date, saranno titolari di azioni ordinarie della società scambiate sul Nyse, il suddetto dividendo verrà pagato in dollari Usa, sulla base del cambio ufficiale euro/dollaro del 17 aprile 2019 pubblicato dalla Banca centrale europea.
Gli azionisti hanno eletto tutti i candidati amministratori di Ferrari. John Elkann e Louis C. Camilleri sono stati eletti amministratori esecutivi di Ferrari. Piero Ferrari, Delphine Arnault, Giuseppina Capaldo, Eduardo H. Cue, Sergio Duca, Maria Patrizia Grieco, Adam Keswick ed Elena Zambon sono stati eletti amministratori non esecutivi di Ferrari. L'assemblea ha nominato Ernst & Young Accountants LLP quale revisore indipendente di Ferrari fino all'assemblea degli azionisti del 2020. Gli azionisti hanno delegato al consiglio di amministrazione il potere di acquistare azioni ordinarie di Ferrari fino ad un massimo del 10% delle azioni ordinarie emesse alla data dell'assemblea. In base alla delega, che non comporta per Ferrari alcun obbligo, ma è concepita per fornire flessibilità aggiuntiva, Ferrari può acquistare nei 18 mesi successivi all'assemblea azioni proprie, a un prezzo di acquisto per azione tra, da un lato, un importo pari al valore nominale delle azioni e, dall'altro, un importo pari al 110% del prezzo di mercato delle azioni sul Nyse e/o sull'Mta (a seconda del caso), essendo il prezzo di mercato la media del prezzo più alto in ciascuno dei cinque giorni di negoziazione precedenti alla data in cui è stata effettuata l'acquisizione, come mostrato nel Listino dei Prezzi Ufficiali del Nyse e/o dell'Mta (a seconda del caso). L'assemblea ha approvato l'annullamento di tutte le azioni con diritto di voto speciale nel capitale sociale della società attualmente detenute dalla società in portafoglio. L'annullamento può essere eseguito in una o più tranche, così come stabilito dall'amministratore delegato. Gli azionisti hanno inoltre approvato gli awards (e le metriche e i target a loro applicabili) a favore del presidente e dell'amministratore delegato ai sensi dei piani di incentivazione azionaria della società.
Intanto  l'agenzia di rating Crif ha confermato il rating a lungo termine BBB+ con outlook stabile. La conferma del rating
«riflette i buoni risultati operativi e la soddisfacente generazione di cassa. Il rapporto debito netto/Ebitda è sceso a 1,0x nel 2018 da 1,1x nel 2017 e a 0,6x da 0,7x su base adjusted». Il gruppo di Maranello, inoltre, ha rafforzato la propria struttura patrimoniale (debito netto/patrimonio netto a 0,8x da 1,5) e il profilo della liquidità. Secondo Crif, Ferrari riuscirà «comodamente» a far fronte al debito da rimborsare nel periodo 2019-2020 (502 milioni nel complesso) grazie alla liquidità disponibile pari a circa 1,3 miliardi di euro a fine 2018 (comprendendo la linea revolving di 500 milioni, in scadenza a novembre 2020) e all'attesa generazione di free cash flow positiva, superiore a 200 milioni annui al netto dei dividendi.
Venerdì 12 Aprile 2019, 17:22 - Ultimo aggiornamento: 12-04-2019 17:24
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