Fincantieri, Castellammare in trincea: oggi il vertice, i sindacati chiedono rassicurazioni

di Gigi Di Fiore

Inviato a Castellammare 

L'orgoglio antico, tutto stabiese, si riflette nella sagoma dell'enorme nave che uscirà ad aprile proprio da questi cantieri. È a Castellammare che sarà varata la «Trieste», 220 metri di lunghezza, nave ammiraglia della Marina militare italiana che farà concorrenza alla «Cavour». Sarà un avvenimento, con la sirena, la gente a guardare, i brindisi, i discorsi. Eredità di una lunga tradizione, che ha origine nel 1780, quando Ferdinando IV di Borbone volle Castellammare per il suo più importante e moderno cantiere navale.

I cantieri navali di piazza Amendola, la storia di Castellammare che fu la «Stalingrado del sud». Qui si formava il gruppo dirigente comunista; qui lavorò Saul Cosenza, operaio figlio di operai che fu mitico segretario della federazione del Pci; qui si progettavano certezze di futuro con il «mastro cantiere» ai vertici della scala sociale cittadina. L'annuncio dell'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, è un nuovo brivido su una realtà che esce da anni difficili, messi alle spalle, almeno sembrava, a gennaio del 2017: addio al sistema di scalo nella produzione delle navi, via ad una piattaforma semisommergibile con carrelli mobili.

«L'abbiamo appreso da notizie di stampa e indiscrezioni - dice Francesco D'Auria, delegato Rsu della Fiom Cgil - Temiamo che il ridimensionamento del bacino, che ha la produzione basata sullo scalo, impedisca commesse di navi di un certo peso e valore. Vogliamo capirci di più».
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Venerdì 7 Dicembre 2018, 07:00
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