Giovannini: «Presto certificazioni ambientali doc per le aziende. Stop al greenwashing»

EMBED

Un compleanno speciale consumato in un clima reso duro dai venti di guerra. Il pianeta intero celebra oggi la Giornata mondiale dell’Ambiente. Si tratta del 50° anniversario dalla nascita di questa “campagna globale” istituita dalle Nazioni Unite nel 1972 a Stoccolma, in occasione della prima Conferenza dell’Onu sull’Ambiente, in cui venne adottata la Dichiarazione che definì i 26 principi sui diritti dell’ambiente e le responsabilità dell’uomo per la sua salvaguardia. Per l’occasione, le celebrazioni sono tornate al luogo d’origine, la Svezia, con uno slogan, “OnlyOneEarth” (Solo una Terra), che serve a ribadire la necessità di vivere in modo sostenibile poiché le risorse sono limitate. 

IL CONFRONTO

Per questa occasione, il Messaggero ha voluto regalare ai lettori uno speciale web ricco di contenuti e di interventi di personalità legate alle tematiche ambientali. Un vero e proprio talk show, pubblicato sul sito del giornale, al quale hanno preso parte, tra gli altri, Riccardo Valentini, direttore strategico del Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici, professore dell’università della Tuscia e vincitore del Nobel per la Pace nel 2007 con lo staff di Al Gore. Presenti anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, Matteo Rovere, regista di Romulus e produttore, Caterina Balivo, conduttrice tv e madrina per la giornata degli oceani. Intervistati anche Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, i cantanti Elisa e Jovanotti, Filippo Solibello, conduttore radiofonico di Rai Radio 2 e Andrea Micangeli, professore ordinario di Ingegneria meccanica e aerospaziale all’Università La Sapienza di Roma. Tra i contributi, quello del ministro della Mobilità e delle Infrastrutture sostenibili, Enrico Giovannini, che si sta occupando di realizzare le strategie ambientali legate agli investimenti del Pnrr. 

GLI IMPEGNI

Stimolato dalle domande del vicedirettore del Messaggero, Alvaro Moretti, Giovannini ha voluto collegare la Giornata mondiale dell’Ambiente con il celebre libro del Club di Roma, che proprio nel 1972 trattava il tema delicato dei limiti dei modelli di sviluppo, in un report sullo stato del pianeta Terra, che metteva in guardia verso catastrofici scenari futuri. «Scienziati, umanisti e imprenditori – spiega il ministro – avevano ragione. Già allora si capiva che, con il consumo di energie non rinnovabili, l’inquinamento e l’aumento della popolazione, tra il 2020 e il 2030 il pianeta avrebbe affrontato un momento molto difficile. Adesso per fortuna c’è maggiore consapevolezza dei rischi che stiamo correndo, che stanno sconvolgendo il mondo e mettendo in crisi certezze che sembravano consolidate». Una consapevolezza che chiama in causa il mondo imprenditoriale. «Alcuni giorni fa – racconta Giovannini – ero a Davos e sono rimasto impressionato dal fatto che le grandi imprese industriali stiano prendendo molto seriamente il tema della decarbonizzazione perché ne va del loro stesso business». Il tema della reputazione è così importante che, ricorda il ministro, alla prossima “Conferenza delle Parti”, la riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti Climatici, in programma a ottobre, «verranno definiti gli standard globali sulle certificazioni aziendali in modo da consentire a consumatori e investitori di prendere decisioni consapevoli». Parola d’ordine, mettere spalle al muro il “Greenwashing”: la furba strategia di comunicazione di imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente.