Google-Mastercard, intesa segreta sui dati degli utenti: tracciati anche gli acquisti nei negozi

Google-Mastercard, intesa segreta sui dati degli utenti: tracciati anche gli acquisti nei negozi
di Paolo Travisi

Dopo lo scandalo sui dati personali, Cambridge Analytica-Facebook, ne spunta un altro. Google e Mastercard avrebbero siglato un'intesa segreta violando la privacy degli utenti. Un accordo che avrebbe consentito al gigante del web di conoscere e tracciare gli acquisti offline. Cioè quelli effettuati nei negozi, e non sulla rete. A rivelarlo è l'agenzia di stampa Bloomberg.

Se fosse vero, sarebbe un altro duro colpo alla privacy degli utenti della rete, a pochi mesi di distanza dall'affaire Cambridge-Facebook. L'accordo, secondo l'articolo di Bloomberg, avrebbe portato a notevoli introiti, milioni di dollari, divisi tra Google e Mastercard, che avrebbe ricevuto soldi dalla società di Mountain View, per fornire i dati dei possessori della carta. Il meccanismo è piuttosto semplice, ecco come funzionerebbe. Un utente cerca online un determinato prodotto su Google, trova quello che fa al caso suo, clicca sul link pubblicitario e finisce sul sito che lo vende. Ma l'utente non lo compra online e sceglie di recarsi in un negozio, dove l'acquista pagando con Mastercard.

Google, che ha tracciato e memorizzato il comportamento online, invia un rapporto all'inserzionista che pubblicizzava quel prodotto e se entro 30 giorni dalla visualizzazione, l'utente ha concluso l'acquisto offline, cioè in un negozio, il cerchio si chiude. Si crea dunque una corrispondenza che consente di conoscere il comportamento di un consumatore sia online, che offline. In realtà lo scorso anno, Google aveva annunciato il lancio di un servizio chiamato “Store Sales Measurement”, tramite il quale avrebbe avuto accesso a circa il 70% delle carte di debito e credito Usa attraverso dei partner.

Ma contenuto e funzionamento dell'accordo non erano stati resi pubblici, così come il nome del partner commerciale, cioè Mastercard che a sua volta non avrebbe informato i possessori di carta del passaggio di informazioni. L'accordo segreto sarebbe saltato fuori e rivelato a Bloomberg da alcuni impiegati che hanno lavorato al progetto tra i due colossi. Ma sulla delicata questione della privacy, un portavoce di Google, ha difeso l'operato dell'azienda, spiegando che nel rapporto agli inserzionisti di pubblicità, non vengono diffuse informazioni sugli utenti, ma solo statistiche anonime che non consentono di risalire alla persona che ha effettuato un determinato acquisto. Se anche fosse vero, “le persone non si aspettano che le cose comprate nei negozi fisici siano collegate a quelle comprate online, non c’è abbastanza informazione ai consumatori su cosa stanno facendo e che diritti hanno”, ha affermato nell'articolo di Bloomberg, Christine Bannan, dell’Electronic Privacy Information Center (EPIC). 
Venerdì 31 Agosto 2018, 14:03 - Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 14:28
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