Pensioni e reddito, tetti automatici per tagliare la spesa

di Andrea Bassi

Due clausole di salvaguardia, due tetti automatici per tenere sotto controllo la spesa della riforma «Quota 100» delle pensioni e per il Reddito di cittadinanza. È la carta che il governo ha deciso di giocare nella trattativa per convincere la Commissione europea che le due misure bandiera di Lega e Movimento Cinque Stelle non faranno deragliare, nemmeno nei prossimi anni, i conti pubblici. Le clausole si accompagneranno ad un taglio di 3-3,5 miliardi dei 16 miliardi stanziati nel maxi fondo per il finanziamento dei due provvedimenti. La cifra non è ancora stata completamente definita, anche perché il Reddito, a differenza della riforma delle pensioni, ha qualche difficoltà in più a far quadrare i conti senza intaccare sostanzialmente le platee e l'ammontare del sussidio. La riforma «Quota 100», che permetterà dal prossimo anno di lasciare il lavoro con 62 anni di età, avendo versato contributi per almeno 38 anni, avrà una dote iniziale di 5 miliardi contro i 6,7 miliardi indicati fino ad oggi. Il fondo lieviterà a 7 miliardi nel 2019 per salire a 9 miliardi nel 2020.

Poi «Quota 100» si estinguerà per lasciare il posto al pensionamento con 41 anni di contributi. Ma come funzionerà la clausola di salvaguardia?
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Lunedì 10 Dicembre 2018, 10:00
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