Il black friday di Bitcoin: bruciati 100 miliardi di dollari, in Italia giro di vite

di Domenico Conti

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Un crollo senza fine per il Bitcoin, dopo un gennaio già maledetto, con le quotazioni che scendono sotto gli 8.000 dollari perdendo fino al 16%: una sorta di venerdì nero per la principale criptovaluta, colpita da misure sempre più severe da parte delle autorità finanziarie di mezzo mondo. Gli investitori in criptovalute prendono una mazzata da 100 miliardi di dollari: tale il valore distrutto in sole 24 ore per chi detiene bitcoin o i suoi "cugini". Il crollo dal picco del 18 dicembre, quando la criptovaluta era arrivata a 19.511 dollari, è del 60%. Oggi il minimo toccato è di 7.614 dollari (-16%), per poi recuperare terreno a 8.600, comunque in calo di quasi 500 dollari (-12%) rispetto ai 9.094 di ieri.

Un collasso delle quotazioni che è strutturale secondo Nouriel Roubini, implacabile fustigatore delle criptovalute secondo cui il valore intrinsico è pari a zero. L'economista della New York University spiega che Bitcoin è «la madre di tutte le bolle» e che le altre criptovalute sono «anche peggio», una bolla alla seconda o terza potenza. Una bolla peggio di quella olandese dei Tulipani, nel '600, o della Wall Street degli Anni Venti. Che non risparmia le rivali Ripple, Ether, Litecoin e altre, crollate del 18% solo oggi. E neanche Blockchain, la piattaforma tecnologica alla base delle criptovalute che pure in molti vedono come promettente: «È in giro da 10 anni, e la sua unica applicazione sono state le criptovalute, che sono una truffa».

Di certo, alla fuga dal mercato contribuiscono non poco le pur prevedibili mosse delle autorità. In Italia, il Tesoro ha messo in consultazione uno schema di decreto che prevede che chi presta servizi relativi all'utilizzo della moneta virtuale debba comunicarlo al Ministero. In Giappone, dopo una perdita da mezzo miliardo di dollari tramite attacco informatico lo scorso weekend, la piattaforma per gli scambi Coincheck oggi ha ricevuto una visita a sorpresa delle autorità finanziarie per indentificare le cause della frode e verificare la vigilanza. Sono solo le ultime di una trafila di brutte notizie dopo il giro di vite deciso dalle autorità di Usa, Cina e Sud Corea. Per molti, la sensazione è che le criptovalute come sono conosciute adesso abbiano le ore contate: che la loro funzione sia destinata ad essere pesantemente ridimensionata viste le preoccupazioni per gli usi illeciti e la tracciabilità. E che il funzionamento, la creazione di moneta tramite il "mining", sia ormai finito nel mirino delle autorità finanziarie globali che vi vedono una minaccia per il ruolo tradizionale delle banche centrali, titolari della politica monetaria.
Venerdì 2 Febbraio 2018, 20:14 - Ultimo aggiornamento: 03-02-2018 09:26
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