Ex Ilva, schiarita per le aziende dell'indotto: ArcelorMittal salda i debiti con il 100% dei fornitori strategici e dà il 70% agli autotrasportatori

Mercoledì 20 Novembre 2019

I lavoratori delle imprese dell'indotto minacciavano di bloccare da domani tutto lo stabilimento siderurgico, ma in serata è arrivata una schiarita. ArcelorMittal, secondo fonti sindacali, ha comunicato di aver pagato tutti i fornitori che da giorni presidiano le portinerie e chiedono il ristoro dei crediti, che ammontano complessivamente a 60 milioni di euro. I 163 fornitori degli autotrasportatori, invece, hanno ricevuto un acconto del 70% tra pregresso e in corso.

Ilva, Patuanelli: ArcelorMittal rinunci ai 5mila esuberi. I commissari: a Taranto riserve al minimo

Sull'argomento aveva preso posizione anche l'assemblea dei sindaci della provincia ionica che si è riunita in seduta straordinaria per discutere della crisi ArcelorMittal. È stato approvato un documento con il quale si chiede la convocazione urgente di un Consiglio dei Ministri a Taranto, sollecitando inoltre misure a sostegno dell'indotto che «in questa delicatissima fase - si osserva - è il comparto meno tutelato e rischia di far scoppiare una vera e propria emergenza economica e sociale».

Oggi è stato in visita a Taranto il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti per una serie di incontri con gli enti locali e le parti sociali. «È importante - ha affermato - far tornare la Mittal al tavolo, è importante pensare a soluzioni che comunque tengano insieme la produzione e la salute, l'ambiente. Ed è necessario che non ci sia solo il tema Ilva ma un impegno sulla rinascita di Taranto». Ha poi aggiunto che il governo «sta preparando una proposta. Io sono segretario di un partito politico che vuole aiutare e contribuire alla costruzione di questa proposta. Sarebbe addirittura scorretto che entri nel merito mentre c'è una trattativa in corso».

In mattinata, intanto, i commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria hanno compiuto una ispezione nello stabilimento siderurgico, accertando - a quanto si è appreso - la presenza di «riserve al minimo» nei magazzini che possono consentire alla fabbrica di andare avanti per «un raggio di azione molto ridotto». L'ispezione è avvenuta all'indomani delle perquisizioni e dei sequestri compiuti dalla Guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta avviata su denuncia degli stessi commissari. Indagine che mira ad appurare se sia in corso o meno un «depauperamento» del ramo d'azienda che la multinazionale franco-indiana vuole retrocedere e come mai nel giro di un anno il «buco» nei conti di ArcelorMittal sia più che raddoppiato rispetto a quello dell'ex Ilva.

Ultimo aggiornamento: 20:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA