CORONAVIRUS

Istat, ecco i primi dati post-lockdown: crollano export e fiducia delle imprese

Giovedì 28 Maggio 2020
Istat: 385 mila occupati in meno a causa del lockdown per il Coronavirus
«Stimiamo che in media d'anno l'impatto del lockdown sia di quasi 2 punti di valore aggiunto e di 2,2 punti di occupazione, per poco meno di 400 mila occupati«. Così il direttore per la produzione statistica, Roberto Monducci, in audizione in commissione Lavoro al Senato. Nel dettaglio, spiega, »la limitazione delle attività produttive fino a tutto aprile determinerebbe su base annua una riduzione dei consumi del 4,1%, del valore aggiunto dell'1,9%, con un'impatto sull'occupazione in base d'anno di circa 385 mila occupati»

Contrazione record dell'export
«Ad aprile, il peggioramento delle condizioni della domanda internazionale e le misure di contenimento dell'epidemia da Covid-19 adottate in Italia e nei principali paesi partner, determinano un'eccezionale contrazione dell'export verso i paesi extra Ue». Le vendite fuori dai confini europei scendono del 37,6% a livello congiunturale e del 44,2% su base annua. Si tratta «della caduta tendenziale dell'export più ampia registrata dalla nascita del mercato unico europeo nel 1993».

Crolla la fiducia dei consumatori
A maggio si stima che l'indice del clima di fiducia dei consumatori (94,3) sia sceso al livello più basso da dicembre 2013, rileva l'Istat riprendendo l'indagine interrotta ad aprile. Si tratta dei primi dati post-lockdown. Le preoccupazioni delle famiglie sembrano più che altro concentrate sulla situazione presente e sul contesto generale. Tengono meglio gli umori riferiti a quel che accadrà nei prossimi mesi e ciò che attenete la sfera individuale. «Il confronto dei dati di maggio con quelli relativi a marzo segnala - scrive l' Istat - flessioni per tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori; la diminuzione è marcata per il clima economico e corrente mentre il clima personale e quello futuro registrano diminuzioni contenute. Il clima economico passa da 94,4 a 71,9, il clima personale cala da 102,4 a 100,9, il clima corrente cade da 104,8 a 95,0 e il clima futuro decresce solo lievemente, passando da 93,3 a 93,1».

Ai minimi storici la fiducia delle imprese
L'indice di fiducia delle imprese a maggio (51,1) registra «il valore minimo dall'inizio della serie storica». Le stime evidenziano una caduta della fiducia, rispetto a marzo, nel settore dei servizi di mercato (l'indice passa da 75,7 a 38,8), del commercio al dettaglio (da 95,6 a 67,8) e delle costruzioni (da 139,0 a 108,4). Nella manifattura, l'indice di fiducia registra una flessione «relativamente più contenuta», passando da 87,2 a 71,2, mantenendosi comunque «su livelli storicamente bassi.

«L'emergenza sanitaria in corso continua ad influenzare negativamente il clima di fiducia degli operatori economici». Nella nota metodologica l'Istituto spiega che la raccolta dei dati è mensile e avviene nei primi 15 giorni del mese per l'indagine sui consumatori mentre per le imprese nei primi 16/18 giorni lavorativi.


 «Le politiche di innalzamento dell'età pensionabile insieme all'applicazione di normative volte al contenimento delle assunzioni, hanno portato a un innalzamento dell'età media dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale, pari a 50,7 anni», ha inoltre comunicato l'Istat.
Ultimo aggiornamento: 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA