Iva, ecco il piano del governo: aumenti per i beni di lusso, nel mirino il turismo di fascia alta

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Luca Cifoni
Il ministro ha parlato di «rimodulazioni», aggiungendo però che non c'è nessuna intenzione di «fare cassa» e che comunque le pesanti clausole di salvaguardia (20 miliardi circa di aumenti che scatteranno se non ci saranno misure alternative) dovranno essere sterilizzate. Ma con tutta la prudenza del caso, Gualtieri ha di fatto confermato che il dossier Iva fa parte della riforma fiscale che il governo sta tentando di avviare. Un riassetto che ha come obiettivo principale il calo dell'Irpef, ma che andrà in qualche misura a toccare anche l'imposta sui consumi. Resta da vedere se questa operazione potrà contribuire a finanziare la revisione delle aliquote dell'imposta sui redditi (eventualità che ovviamente farebbe comodo all'esecutivo) oppure se dovrà essere a somma zero anche al suo interno, con aumenti per alcuni beni e servizi che siano compensati da riduzioni su altri.

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In questa fase quindi è tutto ancora molto fluido, anche se sono in corso le simulazioni a livello tecnico. Sul piano politico c'è un'idea che dovrebbe servire da principio-guida, quella di salvaguardare i consumi ordinari e intervenire eventualmente su quelli che possono essere considerati di lusso. Dunque non succederà nulla agli alimentari e alle medicine oggi tassati al 4 e al 10 per cento, e rimarranno al loro posto anche le aliquote agevolate su immobili ed edilizia. Mentre potrebbe scendere verso il 10 qualche prodotto di largo consumo attualmente tassato al 22, che di fatto fa parte del carrello della spesa.
 

Da dove invece ricavare maggior gettito? Il settore su cui da tempo si concentra l'attenzione è quello del turismo, che comprende alberghi, ristoranti ed altri servizi. Una cancellazione generalizzata dell'attuale aliquota ridotta avrebbe contraccolpi probabilmente eccessivi ed ha già scatenato le reazioni preventive degli interessati. Ma ad esempio il mondo degli alberghi potrebbe essere suddiviso in base alle categorie, e quelli con più stelle ricadere nell'aliquota più alta. Senza escludere - per questa fascia - un eventuale ulteriore ritocco verso l'alto di 1-2 punti rispetto all'attuale 22 per cento.

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È un'operazione che dovrà essere comunque molto mirata e quindi richiede tempo e attenzione. Oltre a essere politicamente delicata, come dimostra quanto accaduto lo scorso autunno in materia di tassazione di plastica, bevande gassate e auto aziendali. L'orizzonte temporale è quello della prossima legge di Bilancio, in modo da far entrate in vigore le nuove regole a partire dal 2021. E sempre dal prossimo anno dovrebbe scattare la nuova architettura dell'Irpef. A livello politico - fibrillazioni nella maggioranza permettendo - se ne tornerà a parlare già da oggi, in uno degli incontri ministeriali programmati per la messa a punto dell'agenda di governo. Il ministro Gualtieri resta comunque molto prudente sul fronte del reperimento delle risorse finanziarie e continua a ripetere che una parte sostanziale di queste dovrà venire da ulteriori misure per incidere sull'evasione. Ultimo aggiornamento: 19:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA