Cartelle esattoriali, pace fiscale? Sì ma ti arriva lo stesso l'intimazione a pagare

La disavventura allo sportello dell'Agenzia delle entrate-Riscossione

Cartelle esattoriali, pace fiscale? Sì ma ti arriva lo stesso l'intimazione a pagare
di Marco Barbieri
Mercoledì 5 Aprile 2023, 12:55 - Ultimo agg. 6 Aprile, 18:30
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Cominciamo facendo outing. Sì, è vero, ho un debito col FiscoComunque quando hanno invocato la pace fiscale ho tirato un sospiro di sollievo. Ho sottoposto l’elenco delle mie cartelle allo sportello dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. A Roma. Con efficienza inattesa mi hanno indicato quelle che potevano entrare nell’agevolazione varata con la Legge di Bilancio. Mi ero messo il cuore in pace. Entro il 30 aprile avevo tempo per fare domanda. Fino a fine gennaio non era pronto nemmeno il portale per fare la richiesta. A metà febbraio mi vedo recapitare via Pec una “Intimazione di pagamento” che dice esattamente così: «La invitiamo a effettuare il pagamento entro 5 giorni dalla notifica di questo avviso. Trascorso inutilmente questo termine procederemo, come previsto dalla legge, a esecuzione forzata».

Ma come? E la pace fiscale? Cinque giorni di tempo per pagare, altrimenti via al pignoramento.

Ma non avevo tempo fino al 30 aprile per chiedere la “definizione agevolata”? E poi l’Agenzia si sarebbe presa tempo fino al 30 giugno per rispondermi... Invece a metà febbraio ecco l’avviso minaccioso. Salivazione azzerata, frequenza da tachicardia pre-angina. Cerco il commercialista. Poi - sì, lo ammetto, da giornalista ho cercato una scorciatoia - cerco l’Ufficio stampa dell’Agenzia per chiedere aiuto. «Un mese e mezzo prima della scadenza per la richiesta per la definizione agevolata mi arriva una intimazione a pagare entro 5 giorni! Che senso ha?».

 

La solita asimmetria tra diritti e doveri del contribuente nei confronti del Fisco? «La legge non ha stabilito sospensioni» mi spiegano, quindi la procedura dell’Agenzia non si ferma. «Ma non hai letto a pagina 10 del tuo avviso quello che c’è scritto in rosso?». Mi sono fermato a pagina 1, con quella perentoria scadenza di 5 giorni. Ma a pagina 10 dell’avviso, ecco la parte che ho sottovalutato: dopo un «Gentile contribuente», si scrive che ho diritto di «presentare la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata entro il 30 aprile 2023». Insomma, la pace fiscale c’è. Anche per me. Ma bisogna leggere fino a pagina 10. Mi affretto a fare la domanda. E poi per tre notti mi sveglio controllando il calendario. E se non mi rispondono entro il 30 giugno?

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