Inflazione, economia meno globale e nuovi consumi: così i prezzi possono ripartire

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Luca Cifoni
Inflazione, economia meno globale e nuovi consumi: così i prezzi possono ripartire

Misurare l’inflazione non è facile in tempi normali, ma nell’era della pandemia può diventare molto complicato. Le restrizioni alle attività delle imprese da una parte e i cambio di abitudini dei consumatori dall’altra si riverberano inevitabilmente sulle modalità con cui viene tradizionalmente intercettata la dinamica dei prezzi, e sulle forze di fondo che li muovono. Ma anche in questo, come in altri campi, può avere senso chiedersi se a un certo punto tutto tornerà come prima. O se invece alcune novità sono destinate a restare sulla scena, eventualmente anche per modificare una tendenza di fondo a cui ci eravamo abituati: quella per cui da almeno trent’anni l’inflazione non è qualcosa di cui preoccuparsi.

PANIERI E PESI

Alcuni fattori connessi in particolare alle fasi di lockdown o comunque di distanziamento sociale si possono cogliere abbastanza facilmente. Le aziende devono sostenere dei costi per le sanificazioni o l’attivazione di protocolli che permettano di lavorare. Costi che in qualche modo sono destinati a ripercuotersi sui consumatori finali. Allo stesso tempo però le imprese proprio a causa dell’eccezionalità della fase in corso possono essere portate a ritardare le variazioni dei prezzi, anche quelle verso il basso che normalmente derivano da una riduzione della domanda. Tutto questo confonde il quadro abituale. Da parte loro anche le famiglie in queste circostanze si comportano in modo anomalo. Crescono alcune tipologie di consumi, da quelli alimentari (vista la necessità di consumare molti più pasti a casa) a quelli tecnologici, per motivi altrettanto intuibili. In generale, gli acquisti si spostano massicciamente sul canale online, il che può porre qualche ulteriore problema di misurazione anche agli istituti di statistica, già alle prese con la necessità di aggiornare i panieri.

IL RUOLO DELL’INCERTEZZA

Sullo sfondo c’è il clima di incertezza, che frena gli investimenti e incide negativamente sui consumi: quelli di coloro che sperimentano significative perdite di reddito come pure però quelli dei cittadini che non hanno particolari problemi ma nemmeno grandi opportunità di spendere, non potendo ad esempio viaggiare o usufruire di altre forme di intrattenimento. Proprio quest’ultimo elemento potrebbe avere un impatto sulla fase successiva, quella della ripartenza in cui tutti sperano. Se le vaccinazioni di massa consentiranno effettivamente di tornare a una sorta di normalità, una robusta domanda di alcune categorie di beni e servizi non acquistati in precedenza potrebbe abbattersi su un sistema produttivo che non ha potuto recuperare la propria capacità: situazione che di per sé produce un aumento dei prezzi. Anche le residue limitazioni potrebbero avere un impatto: i viaggi aerei che nei decenni scorsi sono gradualmente diventati consumo di massa potrebbero ora fare il percorso opposto e tornare almeno per un po’ una possibilità riservata non a tutti.

I BANCHIERI CENTRALI

Va considerato anche il contesto che induce - allo stesso tempo - la politica a dirottare risorse finanziarie senza precedenti sui pacchetti di sostegno all’economia e i banchieri centrali a inondare il mondo di liquidità anche rinunciando a qualche remora in tema di inflazione (la Fed ha già fatto sapere che il target del 2% potrà essere superato, almeno temporaneamente). Ma in prospettiva - avvertono alcuni economisti - la spinta alla crescita dei prezzi potrà arrivare dal parziale ritorno indietro del processo di globalizzazione. Cioè quella tendenza che aveva contribuito significativamente a tenerli bassi nei decenni passati. Oltre alle persone, pure le merci (in particolare quelle necessarie per l’approvvigionamento delle aziende) potrebbero viaggiare molto più lentamente o non viaggiare affatto. Anche a seguito delle tensioni geopolitiche - che nella pandemia hanno trovato nuova linfa - in molti Paesi sono in corso massicci processi di rilocalizzazione: vengono riportate a casa le produzioni che a suo tempo avevano seguito la via della convenienza e dei minori oneri sul lavoro. L’accorciamento delle catene di fornitura dà alle imprese maggiori garanzie di controllo della produzione, ma porta con sé anche un aumento dei costi. Quanto intenso e pervasivo, è tutto da vedere. Ma i profeti di una nuova era di inflazione, pur se ancora minoritari, qualche segnale su cui riflettere lo hanno già lanciato. 

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 15:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA