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Mutui prima casa agli under 36 con la garanzia di Stato pure se il lavoro è a tempo

Mercoledì 1 Giugno 2022 di Michele Di Branco
Mutui prima casa agli under 36 con la garanzia di Stato pure se il lavoro è a tempo

Le statistiche affermano che nell’ultimo lustro i mutui offerti ai giovani di età inferiore a 35 anni per l’acquisto di un immobile sono scesi dal 36 al 28 per cento.

Ben otto punti: un segno tangibile e piuttosto evidente delle difficoltà incontrate dalle nuove generazioni, alle prese con il problema sempre più diffuso di riuscire a offrire garanzie alle banche. Anche per questa ragione il decreto Sostegni bis, voluto dal governo Draghi, ha introdotto alcune importanti novità in favore degli under 36 alle prese con un mutuo per l’acquisto della prima casa.

IL MECCANISMO

 In pratica, da alcuni mesi, lo Stato garantisce fino all’80% della quota di capitale del mutuo. Al mutuo giovani possono accedere tutti gli under 36 (ovvero fino a 35 anni compiuti) in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 40mila euro. Va ricordato che le stesse agevolazioni sono valide anche per altre categorie: giovani coppie under 35, famiglie mono-genitoriali con figli minori e coloro che abitano in case popolari. Rientrano nel dossier tutte le richieste di mutuo garantito che arrivano al Fondo statale gestito da Consap dal 24 giugno 2021 al 31 dicembre 2022. La norma prevede che lo Stato, attraverso il Fondo Consap, possa appunto garantire fino all’80% della quota di capitale del mutuo (normalmente la garanzia è del 50% della quota capitale), senza che il giovane che lo chiede debba per forza avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. La sola condizione richiesta è che abbia un Isee entro i 40mila. Le banche inoltre devono concedere in questo caso un mutuo di valore superiore all’80% del valore di acquisto della casa. I mutui concessi agli under 36 non possono avere un tasso di interesse superiore al tasso medio rilevato ai fini dell’usura (fino al 30 giugno 2022 è l’1,99% per i mutui a tasso fisso e 2,27% per i mutui a tasso variabile). Il pacchetto di aiuti agli under 36 prevede anche altre agevolazioni. Fino al 31 dicembre 2022, per chi vuole comprare la prima casa e ha un reddito Isee entro i 40mila euro, infatti, viene introdotta l’esenzione dal pagamento delle imposte in fase di acquisto. In particolare, se compri una prima casa entro il 31 dicembre 2022 e non hai ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui l’atto viene stipulato a hai un reddito Isee entro i 40mila euro, hai diritto a non versare l’imposta di registro, che ammonta al 2% del valore catastale della casa, e l’imposta ipotecaria e catastale per un totale di 100 euro. Questi sconti sono riconosciuti al momento del rogito, se la compravendita avviene tra privati. Se invece hai meno di 36 anni e stai comprando da una società, devi versare comunque l’Iva del 4% sul prezzo d’acquisto, ma la cifra versata ti darà diritto a un credito d’imposta di pari ammontare da utilizzare per pagare altre imposte su atti successivi (successioni, donazioni, compravendite ulteriori o altre denunce). In alternativa, il credito che hai maturato puoi inserirlo in dichiarazione dei redditi e recuperarlo velocemente. Inoltre, in caso di acquisto da impresa non dovrai versare in sede di rogito l’imposta di registro, l’ipotecaria.

LE DETRAZIONI DI SEMPRE

 Occorre ricordare che, a prescindere dall’età, restano in vigore le detrazioni per l’acquisto della prima casa. Chi stipula un mutuo ha diritto – in seno alla dichiarazione dei redditi – a una detrazione dall’Irpef degli interessi passivi, compresi gli oneri accessori, pagati alla banca. La detrazione fiscale viene calcolata nella misura del 19% su un massimo di 4mila euro. La decurtazione tocca nell’anno in cui le spese sono state realmente sostenute, al di là della data di scadenza. Per poterne beneficiare, l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale o comunque deve diventare tale entro 18 mesi dall’acquisto. Le deroghe si possono applicare soltanto per coloro che devono trasferirsi per motivi di lavoro. La detrazione è destinata a chi ha acquistato casa ed è titolare del contratto di mutuo, anche se la casa risulta magari adibita ad abitazione principale di un suo parente. Se, invece, il mutuo risulta cointestato, a ciascun mutuatario spetta la detrazione in base alla quota di interessi. Nel primo anno gli oneri accessori, sui cui è possibile calcolare la detrazione, sono rappresentati dalle spese indispensabili per la stipula del contratto di mutuo, quali l’onorario del notaio, le spese ipotecarie e di perizia. 

Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 08:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA