Napoli, il nuovo caporalato su Facebook: 70 euro a settimana

di Nico Falco

Inutile perderci tempo, quella cifra proprio non salta fuori. Si può chiedere, supplicare, insistere fino allo stremo: la retribuzione è argomento tabù. Se ne parlerà soltanto alla fine del colloquio, se non addirittura dopo la settimana di prova. «Non è proprio il caso di dirlo prima», dicono. Eppure, a sentire chi invece agli appuntamenti si è presentato, il motivo è uno solo: se la paga fosse specificata dall'inizio nessuno si candiderebbe per quelle cifre che sono praticamente una presa in giro. I turni sono infatti quelli di un full time (con qualche ora extra da mettere in conto, «tanto se davvero hai bisogno di lavorare un piccolo sforzo puoi farlo»), lo stipendio invece è una paghetta: 70 euro a settimana, 120 nel migliore dei casi. Tutto in nero e con periodo di prova rigorosamente gratis.
 
È il sottobosco del mercato del lavoro, ma traslato (con tutti i suoi orrori) nel mondo digitale: oggi il dipendente lo si cerca su Facebook. E più è affamato, meglio è. Così nascono i gruppi ad hoc, alternativa virtuale e senza regole delle agenzie di collocamento, popolati proprio da chi cerca lavoro e sarebbe disposto anche a farsi sfruttare per pochi spiccioli. Si trovano casalinghe in cerca di un modo per arrotondare, disoccupati che non sanno più dove sbattere la testa perché hanno una famiglia da portare avanti, ragazzini ancora freschi di studi che vorrebbero mettere in tasca qualche soldo col sogno dell'indipendenza economica. Sono persone che passano molto tempo sul social network e che, costrette dal bisogno o di poche pretese perché senza affitti e bollette da pagare, diventano la preda ideale. Le offerte sembrano tutte uguali: «cercasi personale, dettagli in privato». E, sotto, sfilze infinite di post identici: info, la parola d'ordine per farsi contattare da chi mette l'annuncio tramite messaggio diretto, e quindi nascosto agli altri, invece che pubblicamente. Quel con voglia di lavorare, inserito nei requisiti, è il primo campanello d'allarme: se ti lamenti della paga, significa che sei uno sfaticato. E guai a parlare di leggi e retribuzione minima: l'interlocutore smette di rispondere o comincia a lamentarsi delle troppe tasse che lo costringono a offrire stipendi da fame, trovando spesso anche il supporto di un nugolo di utenti che sono pronti a dargli ragione per accattivarselo. È bastato passare un pomeriggio su uno di questi gruppi (120mila membri, uno dei più popolati) per capire che aria tira. L'offerta migliore arriva da una pizzeria di Pozzuoli che cerca qualcuno per le consegne a domicilio, dal lunedì al venerdì dalle 18.30 alle 23.30, 20 euro a sera se va con il proprio scooter, 15 se invece usa l'auto dell'azienda: dai 4 ai 3 euro l'ora, dai 400 ai 300 euro al mese. Un'altra persona cerca personale per una ditta di pulizie, ma una ragazza mette in guardia: «vogliono sottopagare, 400 euro per 10 ore lavorative». C'è spazio per un negozio che si trova in provincia e anche qui il trucco viene subito svelato: «non dura nessuno, danno un mensile di 350 euro».

Per i bar non va di certo meglio. Uno al Vomero propone turni da 11 ore e uno da 6, per un totale di 61 ore e 125 euro a settimana: 2 euro all'ora. Farsi dire prima la cifra resta un'impresa. Dopo i vari «se ti interessa vieni al colloquio», arriva finalmente qualcuno che sembra meglio disposto. Ma è solo una illusione. Spiega i turni, poi taglia corto: «vediamo prima come sai lavorare, poi decidiamo quanto sarà la paga». Tra i potenziali datori di lavoro c'è anche un consigliere municipale che cerca una ragazza per un locale del Vomero e che le prova tutte: ci gira intorno, dice che è normale andare ai colloqui senza conoscere in anticipo mansioni e retribuzione, auspica la reintroduzione del servizio militare e civile per chi chiede informazioni, ma non si lascia scappare nessuna cifra. E alla fine arriva quello che sembra un colpo di fortuna. Un messaggio privato con cui una ragazza offre un lavoro da migliaia di euro al mese e addirittura contratto a tempo indeterminato e contributi pagati. Dopo una serie di video con testimonianze di persone che dicono di aver cambiato la loro vita e di guadagnare montagne di soldi grazie a quel sistema e lunghissimi giri di parole, finalmente si capisce: il contratto è in realtà un accordo di collaborazione, si tratta di vendita multilivello pagata solamente a provvigione.
Domenica 3 Giugno 2018, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 12:13
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