Whirlpool, la tegola dei dazi di Trump: «Il governo ora cerchi un partner»

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di Francesco Pacifico

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C'è un non detto nella trattativa tra il governo e la Whirlpool per salvare il sito di via Argine: la multinazionale americana ha deciso di spostare in Polonia o in Turchia la produzione delle lavatrici di alta gamma che si assemblano a Napoli. Hanno rilevato che questi modelli realizzati nell'ex stabilimento hanno segnato nell'ultimo anno un calo nelle vendite del 25 per cento. Sono convinti con i dazi al vaglio della Casa Bianca e della Cina i numeri sono destinati a peggiorare, perché dei 300mila elettrodomestici fatti nel capoluogo campano, soltanto 60mila vengono commercializzati in Italia.

E tanto basta per capire quali sono i margini tra le parti che oggi si rivedranno al ministero. Perché i vertici italiani del colosso del bianco ripeteranno che si disimpegneranno da via Argine non appena troveranno un compratore per la fabbrica.
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Mercoledì 12 Giugno 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 12-06-2019 14:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2019-06-12 16:50:17
Vabbè ma tanto c'è lo stato, cioè noi, che continuerà a pagare per tenere aperto uno stabilimento che non produce profitti sufficienti, non vi preoccupate.
2019-06-12 14:01:50
Questi son "dazzi" amari !
2019-06-12 10:15:06
Se invece di fatturare un utile NETTO di 350 milioni di dollari, ne fatturate 300, non va bene? Parliamo di utile NETTO, per questo bisogna fare terra bruciata intorno a questi pseudo imprenditori. Speriamo che i dazi vengano applicati anche qui. #boycottwhirlpool
2019-06-12 16:51:05
È arrivato il ragioniere della Whirlpool, ha già fatto tutto lui.

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