Alimentazione, frutta la prima spesa delle famiglie: clima pazzo sconvolge raccolti, addio in Italia a 1 frutto su 4

Mercoledì 8 Settembre 2021
Alimentazione, frutta la prima spesa delle famiglie: clima pazzo sconvolge raccolti, addio in Italia a 1 frutto su 4

Aumenta il consumo della frutta grazie alla spinta green che le persone stanno avendo. La frutta e la verdura sono diventate infatti la prima voce di spesa delle famiglie italiane a tavola, superando in valore tutti gli altri prodotti, dalla carne alla pasta, dal pesce ai formaggi, per un totale di quasi 1300 euro all'anno. È quanto emerge dall'analisi di Coldiretti «2021, l'anno nero della frutta Made in Italy» diffusa in occasione del Macfrut di Rimini, parlando di un vera svolta green spinta dall'emergenza Covid. Una propensione al consumo di ortofrutta più alta in Ue, con più di 8 italiani su 10 (81%) che ne mangiano almeno una porzione al giorno, secondo l'Organic F&V Monitor. Il primato nazionale riguarda anche le quantità visto che nel 2020 il consumo pro capite annuo è stato di 160 chili, davanti a Germania (109 chili) o Regno Unito (101 chili).

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Rispetto a 10 anni fa se ne mangiano quasi 1 miliardo di chili in più, grazie anche ai giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola. Secondo la Coldiretti, la ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta l'88% degli italiani a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere un carrello Made in Italy. Sotto accusa infatti sono le importazioni incontrollate favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall'Unione Europea in Paesi dove spesso è permesso l'uso di pesticidi vietati in Europa, ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. 

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L'economia messa in crisi dal clima pazzo

Il clima pazzo sconvolge la natura con l'addio in Italia a quasi un frutto su quattro per il crollo di oltre il 27% della produzione nazionale, in un 2021 segnato in media da quasi sei eventi meteo estremi al giorno. È quanto emerge dall'analisi della Coldiretti su «2021, l'anno nero della frutta Made in Italy» diffusa al Macfrut di Rimini. Il gelo in primavera e un'estate divisa tra siccità e violenti temporali, sottolinea la Coldirettii, hanno prima danneggiato le fioriture e poi i frutti con raccolti scesi al minimo da inizio secolo. A calare, rispetto alla media dei cinque anni precedenti. sono tutti i prodotti, dalle mele (-12%) alle pere (-69%), dalle susine (-33%) ai kiwi (-29%), dalle albicocche (-37%) alle pesche (-48%) fino alle ciliegie (-20%). Una situazione drammatica per i produttori che in molti casi hanno perso un intero anno di lavoro, ma anche per i consumatori che hanno dovuto affrontare un carrello della spesa più costoso. Il settore ortofrutticolo, ricorda la Coldiretti, garantisce all'Italia 440 mila posti di lavoro, il 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 miliardi di euro l'anno tra fresco e trasformato; questo grazie all'attività di oltre 300 mila aziende agricole su più di 1 milione di ettari coltivati. Un patrimonio dai grandi numeri da difendere dagli effetti dei cambiamenti climatici con le misure di gestione del rischio. «È imprescindibile sostenere l'adesione delle aziende a questi strumenti - fa sapere il presidente Ettore Prandini - considerato che, ad oggi, meno del 20% della produzione lorda vendibile agricola risulta assicurata». 

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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