Ita-Alitalia ancora in panne: non decollano i bandi di gara

Martedì 10 Agosto 2021 di Umberto Mancini
Ita-Alitalia, il nuovo stop: «Manca l ok dell Europa»

Nuovi ostacoli per Ita. Il decollo della nuova compagnia tricolore previsto per il 15 ottobre è a rischio rinvio. A far slittare i tempi, secondo quanto risulta al Messaggero, è il fatto che il bando di gara per mettere in vendita il marchio Alitalia e l’avvio della trattativa per la parte aviation sono in ritardo. Il primo sarebbe dovuto arrivare entro Ferragosto, seguito subito dopo dal negoziato diretto per rilevare 52 aerei e circa 2.950 tra piloti e assistenti di volo. In modo tale da consentire l’operatività per la newco: c’è ancora qualche giorno di tempo ovviamente per recuperare, a patto che i nuovi nodi vengano sciolti nelle prossime ore.

Alitalia chiede un altro anno Cigs per 7.086 dipendenti: fino a settembre 2022

Le tappe per i bandi

Resta il fatto che i commissari straordinari non hanno ancora ricevuto la comfort letter della Ue che il 15 luglio scorso ha dato via libera all’operazione. Servirebbero poi indicazioni precise da Mise e Mef su come procedere in questa particolare situazione. Da qui lo stallo nella vendita degli asset. Eppure il piano industriale messo a punto dall’ad Fabio Lazzerini è pronto, così come sono costanti, ma probabilmente poco fruttuose, le interlocuzioni tra le due società per accelerare il passaggio. I commissari attendono infatti atti formali per procedere alla delicata transizione e non si accontentano dei semplici comunicati stampa arrivati da Tesoro e ministero dello Sviluppo subito dopo il via libera di Bruxelles.

Del resto, si fa capire, la prudenza è quanto mai d’obbligo con una posta così alta in gioco. I commissari - Giuseppe Leogrande, Daniele Santosuosso e Gabriele Fava - devono infatti spuntare il massimo possibile dalle cessioni per ristorare i creditori e ottemperare agli obblighi di legge, così come è interesse del ministero dell’Economia, azionista unico di Ita, procedere con la dovuta celerità per rispettare la road map stabilita da Palazzo Chigi e scritta nero su bianco in un apposito decreto. Decreto che, come noto, stabilisce tempi rapidissimi, massimo tre giorni, per rispondere alle offerte avanzate da Ita per rilevare una parte della flotta e del personale viaggiante. Richieste che la newco, su imput anche del nuovo presidente Alfredo Altavilla, avrebbe già fatto recapitare ai commissari in maniera informale. Tesoro e Mise si aspettano quindi una forte accelerata nei prossimi giorni e non nascondono una certa irritazione mista a preoccupazione. Anche perché Alitalia continua a vendere biglietti da utilizzare ben oltre la data in cui finirà di volare.

L'impasse

Sta di fatto che in questo ping pong di responsabilità che coinvolge molti dei soggetti in campo, tutti rischiano di essere i responsabili dell’inevitabile e vertiginoso aumento dei costi: newco, commissari, ministeri, commissione Ue. L’aspetto curioso è che da Bruxelles respingono le accuse al mittente, sottolineando che la lettera è stata inviata da tempo a Roma. Stesso refrain da Ita e dai dicasteri interessati. 
In questo gioco di rimandi, va segnalato che a settembre si svolgerà l’incontro commissari-sindacati per iniziare l’esame congiunto della nuova cigs. Si tratta della proroga di un altro anno di cassa per complessivi 7.086 dipendenti tra Alitalia Sai e Cityliner. Nel frattempo sono previsti tavoli tecnici per verificare se quei numeri sono compatibili con il piano di Ita.

 

 

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