Alitalia, brand da 290 milioni: Ita non si presenta. Si apre seconda fase per la cessione del marchio

I commissari non rendono noto l'esito della gara ma nessuno ha presentato l'offerta. Oggi nuovo vertice sulla Cigs

Martedì 5 Ottobre 2021 di Umberto Mancini
Alitalia, brand da 290 milioni: Ita non si presenta. Si apre seconda fase per la cessione del marchio

Game over, almeno per il momento, sul marchio Alitalia. Nonostante il silenzio dei commissari che non hanno reso noto l’esito della gara per il brand tricolore, non sarebbero arrivate offerte vincolanti entro le 14 di ieri pomeriggio per comprare l’iconico simbolo. Ita, che aveva espresso la sua perplessità sul prezzo di 290 milioni, non si è presentata. E di altri possibili candidati, in assenza di comunicazioni ufficiali, per ora non si sa nulla. Forse se ne saprà di più già oggi nel vertice previsto al ministero del Lavoro. Un incontro con i sindacati per approfondire la procedura di legge per la proroga della cigs di un anno, fino al 22 settembre 2022. E, in prospettiva, quella per altri due anni, come indicato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando venerdì scorso. Sempre oggi, salvo sorprese, sarà la vice ministra dell’Economia Laura Castelli a fare chiarezza sulla strategia del piano industriale di Ita. E, probabilmente, anche sul marchio. Il decollo di Ita è tra 10 giorni e non si sa ancora che livrea avrà la compagnia del Tesoro: nuova di zecca, come prevede il piano B di Ita, o il simbolo che da 70 anni campeggia sulla coda degli aerei Alitalia?

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LE TAPPE

Visto che nessuno, come pare, si è fatto avanti per sborsare i 290 milioni richiesti (oltre Iva e oneri fiscali ai sensi di legge), cifra definita, «irrealistica» dal presidente esecutivo di Ita, Alfredo Altavilla, ora i commissari dovranno abbassare le pretese e immaginare un nuovo percorso, magari più trasparente. Non si sa nulla infatti nemmeno della valutazione dell’area aviation che, secondo i sindacati sarebbe stata ceduta a 1 euro, e che è ancora oggetto, secondo i commissari, di valutazione del perito. Come che sia, resta un nodo da sciogliere, così come quello della cessione del brand. Scontato comunque che si aprirà presto una seconda fase con offerte a prezzi più bassi. Se anche questa seconda fase dovesse andare deserta, come immaginano molti osservatori «i commissari straordinari - si legge nel bando - procederanno quindi alla cessione del brand senza vincoli procedurali nei confronti dell’operatore economico da essi individuato». E’ probabile che al termine del processo Ita faccia una offerta, anche perché dalla gara i commissari si attendono le risorse per pagare l’altra metà degli stipendi dei lavoratori di Alitalia. Si è invece praticamente conclusa la campagna di reclutamento della newco. Con circa 1.000 assistenti di volo e 550 piloti già praticamente contrattualizzati o, meglio, che hanno sottoscritto il regolamento aziendale che taglia del 25-30% gli stipendi. All’appello manca ancora del personale per il comparto terra (1.400 a regime). I sindacati, Fit-Cisl in testa, chiedono all’azienda di rivedere il regolamento aziendale o, in alternativa, di allentare la stretta sugli stipendi. Ieri altre proteste dei lavoratori contro gli esuberi e le «nuove regole applicate da una azienda pubblica che - dicono in coro le organizzazioni sindacali - non può non recepire il contratto nazionale». Ita ha intanto convocato i sindacati per oggi: sul tavolo l’illustrazione delle iniziative che verranno poste in essere e l’applicazione dei trattamenti normativi di riferimento per i lavoratori. 

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA