Alitalia diventa ITA, nominato il cda a 9: presidente è Francesco Caio. I nodi: esuberi e alleanze. Il testo del decreto

Sabato 10 Ottobre 2020 di Umberto Mancini

Decolla ITA, (Italia Trasporto Aereo spa), la nuova compagnia aerea di Stato che nasce dalla ceneri di Alitalia. Partirà con un nome e un logo nuovi, circa 6.500 dipendenti, 90-100 aerei e l’obiettivo ambizioso di ritagliarsi un ruolo prestigioso sul mercato. Potrà contare su una dotazione finanziaria di 3 miliardi e dovrà presto trovare un alleato internazionale per reggere la sfida nei cieli.

 

Alitalia, via libera alla nuova società: Caio presidente, Lazzerini ad

 

Il via libera al decreto è arrivato ieri in serata, dopo oltre 4 mesi di attesa, insieme all’ok al nuovo cda. Il ponte di comando della compagnia sarà di 9 membri, quattro indicati dal Pd (l’ad Fabio Lazzerini, il presidente Francesco Caio, Angelo Piazza e Cristina Girelli), tre dai 5Stelle (Frances Ouseley, Alessandra Fratini, Lelio Fornabaio), infine, uno a testa quelli proposti rispettivamente da Matteo Renzi (Simonetta Giordani) e dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Silvio Martuccelli). Si tratta di figure con attività professionali non proprio vicine al settore del trasporto aereo, di area comunque prevalentemente tecnica, come chiesto a gran voce dai sindacati, Cisl e Uil in testa. Ma prima di arrivare a questo compromesso, la lotta tra i partiti è stata all’ultimo sangue. I pentastellati hanno tentato fino all’ultimo di piazzare nel board l’attuale direttore generale Giancarlo Zeni, per poi cedere le armi di fronte al no secco dei democrat. Veti incrociati e scontri che consegnano un consiglio chiamato a delle grandi sfide e in cui le competenze specifiche sul comparto aereo sono di fatto appannaggio solo dell’ad. I candidati strettamente “politici“ sono stati eliminati dallo scontro interno alla maggioranza, si è arrivati così ad una sintesi molto diversa rispetto agli appetiti iniziali. 

 

 

 

 


IL BOARD
Alessandra Fratini è infatti una esperta legale specializzata nel Diritto comunitario, Cristina Girelli, manager, è stata già in Alitalia, Simonetta Giordani (ex dirigente Autostrade ed ex sottosegretario al Turismo), Lelio Fornabaio (commercialista), Silvio Martuccelli (avvocato e docente di Diritto civile alla Luiss), Frances Ouseley (ex numero uno di easyJet Italia) e Angelo Piazza (ex magistrato del Tar ednex ministro della Funzione pubblica nel governo D’Alema. 


Come accennato in serata è arrivato il via libera al decreto ad parte dei ministri dell’economia Roberto Gualtieri, delle infrastrutture Paola De Micheli, dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, per la costituzione della Newco per il trasporto aereo. «La Newco - spiega Gualtieri in un comunicato - rappresenta il primo passo verso la costituzione di un vettore di qualità capace di competere sul mercato internazionale». Poniamo le basi - spiega - per il rilancio del trasporto aereo italiano, attraverso la scelta di manager di primo livello e grande competenza in grado di elaborare e attuare un piano industriale solido e sostenibile». Soddisfatta anche la De Micheli che ha spinta molto in questi giorni per chiudere il dossier: «nasce la nuova compagnia aerea di bandiera, in netta discontinuità con il passato e che dovrà giocare un ruolo da protagonista sul mercato europeo e internazionale. Si tratta di una grande operazione industriale al servizio del Paese, a sostegno della competitività delle nostre imprese e per il rilancio del turismo italiano». 


E in effetti Ita sarà diversa da Alitalia potendo articolarsi, c’è scritto nel decreto, in più società. Presumibilmente una per il volo, una per la manutenzione e una per il personale di terra. 


Sarà ovviamente tutta pubblica e senza debiti che rimaranno invece nella vecchia società. Da Alitalia potrà, infine, ottenere in leasing gli aerei o acquisire altri rami d’azienda. 


Ma sarà il piano industriale a declinare la strategia, a definire l’articolazione societaria, mentre sarà necessario ottenere il via libera dall’Europa. «Era ora che arrivasse il decreto - ha commentato Salvatore Pellecchia, segretario della Fit-Cisl. «Da questo momento - ha aggiunto - inizia una nuova epoca e non bisogna sbagliare mosse a partire dall’elaborazione di un piano industriale ambizioso, che auspichiamo di conoscere al più presto». Esuberi, nuove rotte, alleanze sono i tre nodi da sciogliere in fretta. 
 

Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA