Alitalia, dopo la frenata del Mef arrivano le rassicurazioni: il progetto della newco va avanti

Aerei dell'Alitalia a Fiumicino
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Sul tavolo dell'operazione Alitalia ci sono ancora dei nodi da sciogliere, ma il lavoro della cordata composta da Fs, Atlantia, Delta e Tesoro va avanti. Lo si apprende da fonti finanziarie in merito alla frenata del ministero dell'Economia riportata dal "Messaggero". Le stesse fonti precisano che alla formazione della newco parteciperanno tutti e 4 i partner, Mef compreso (la cui presenza è comunque subordinata alla definizione del piano industriale), con quote che sono ancora in fase di ultima definizione.

Tra i sindacati però c'è allarme: «Siamo preoccupati dalle notizie in merito alle indecisioni del ministero dell'Economia riguardo la sua partecipazione azionaria nella costituzione della nuova Alitalia, abbiamo chiesto un incontro urgente ai ministri Gualtieri, De Micheli e Patuanelli
». Lo dichiarano i segretari di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia, Claudio Tarlazzi. «Notizie del genere - spiegano in una nota - rischiano di vanificare il grande impegno dei commissari e dei lavoratori, che hanno dimostrato in tutti questi lunghi mesi le grandi potenzialità di sviluppo di Alitalia, e la sua strategicità per il governo dei flussi turistici internazionali verso e dal nostro Paese e da e per l'Europa e il resto del mondo».

«In questa fase - spiegano Malorgio, Pellecchia, Tarlazzi - è necessario che ognuno faccia la propria parte senza tentennamenti e che il nuovo governo avvii il dialogo con il sindacato e perfezioni il percorso, avviato ormai da un anno, propedeutico al rilancio dell'azienda. Servono, al contempo, regole di sistema per il settore, che impediscano alle aziende di scegliersi, a parità di impiego dei lavoratori, i contratti di lavoro da applicare, facendo così concorrenza sleale verso chi le regole le rispetta. Serve, inoltre, il finanziamento strutturale del fondo di sostegno al reddito, del quale il trasporto aereo non può fare a meno, considerato che ad oggi le disposizioni di legge prevedono che si interrompa al 31 dicembre prossimo».
Giovedì 12 Settembre 2019, 17:34 - Ultimo aggiornamento: 12-09-2019 17:35
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